Asti sbatte la porta e si dimette: Frijia nuovo assessore In evidenza

di Gabriele Cocchi – Fratelli (coltelli) d’Italia: Peracchini già ieri era pronto a firmare la nomina della consigliera, ma l’intervento dei vertici del partito ha “salvato” Asti, che oggi ha deciso di lasciare.

Giovedì, 26 Novembre 2020 17:34

Già ieri era pronto a firmare la nomina di Maria Grazia Frijia ad assessore al posto di Paolo Asti, ma il sindaco Pierluigi Peracchini era stato bloccato dall’intervento in extremis dei vertici regionali di Fratelli d’Italia e del responsabile nazionale organizzazione Giovanni Donzelli, che avevano “blindato” l’ormai ex assessore al turismo

Un disegno rinviato soltanto di qualche ora, visto che Asti oggi annuncia le sue dimissioni ai taccuni di Gazzetta della Spezia: "Sono stato nominato vicepresidente del dipartimento nazionale cultura e innovazione di Fratelli d'Italia, ruolo che mi permetterà di mettere al servizio del partito le competenze che gli spezzini hanno saputo apprezzare durante il mio assessorato alla cultura. Ritengo incompatibile il ruolo politico-partitico con quello amministrativo, pertanto auguro un buon lavoro a Maria Grazia Frijia che sarà senz’altro un ottimo assessore".

Ma al netto delle dichiarazioni di circostanza quello di Asti è un addio al veleno: i rapporti con Peracchini, infatti, si sono ormai irrimediabilmente deteriorati e il tentativo di rimuoverlo dalla giunta, nella giornata di ieri, è stato il punto di non ritorno di una convivenza a dir poco difficile. Riavvolgiamo il nastro di qualche ora.

È un quadro quanto mai caotico quello in cui si trova in queste settimane la coalizione di centrodestra che sostiene l’amministrazione Peracchini. Non c’è solo l’attesa per la nomina del nuovo assessore a sanità e sicurezza Filippo Ivani ad agitare le acque della maggioranza, ma ora si aggiungono anche i contrasti sia all'interno di Fratelli d’Italia che tra Asti e il sindaco Peracchini, con il “disegno” per rimuovere lo stesso Asti dalla giunta, che ieri era naufragato sul filo di lana solo grazie all’intercessione del parlamentare Donzelli e dei coordinatori regionali Matteo Rosso e Michele Scandroglio.

Non è un mistero infatti che Asti non goda di un grande appoggio tra le fila spezzine del partito della Meloni, di cui peraltro è entrato a far parte soltanto a luglio di quest’anno. Come d’altra parte non è un mistero che la consigliera comunale Maria Grazia Frijia aspiri da tempo a un posto da assessore. Un’aspirazione che ieri stava quasi per realizzarsi, tanto che il sindaco, secondo i rumors di palazzo, sarebbe stato sul punto di firmare la nomina di Frijia, ufficializzando così il “siluramento” di Asti.

L'operazione però era saltata nella serata di ieri, complice una riunione a cui ha partecipato anche il responsabile nazionale di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, intervenuto direttamente da Roma per fare da paciere tra le diverse “anime” di Fdi e ribadire l’appoggio del partito ad Asti. Una "blindatura" durata nemmeno 24 ore, visto che oggi Asti ha annunciato le sue dimissioni sbattendo la porta. A influire sulla decisione i rapporti ormai deteriorati con il sindaco Peracchini.

La vicenda si va ad aggiungere ad altre pedine che già da settimane si stanno muovendo sotto il cielo della politica spezzina. Oltre al caso del nuovo assessore in pectore Filippo Ivani, non ancora ufficialmente nominato dal sindaco, difficilmente verrà accontentata la richiesta del leader dei popolari Andrea Costa, non eletto alle ultime elezioni regionali, di sostituire l’assessore all'ambiente Kristopher Casati, che si è sempre più allontanato dai popolari per avvicinarsi agli arancioni del governatore Giovanni Toti: il gruppo di “La Spezia Popolare”, infatti, ha recentemente perso il consigliere Marco Tarabugi, che è passato nel gruppo di “Cambiamo!” del presidente della Regione.

Rimane però in campo l'ipotesi che l'assessore al bilancio Manuela Gagliardi, impegnata anche in Parlamento, possa dimettersi per lasciare il posto proprio a Costa: con la contemporanea entrata in giunta di Frijia al posto di Asti, infatti, verrebbero rispettate le quote di genere e il rimpasto sarebbe servito, insieme alla tanto attesa nomina di Filippo Ivani in quota Lega.

A ciò però si aggiungono anche i desiderata del gruppo di Forza Italia, che oggi conta due consiglieri (tanti quanti quelli di Fdi) e quindi, facendo leva sugli equilibri numerici della coalizione, si aspetta di ottenere un assessore all’interno della giunta comunale.

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