"Violato il contratto di servizio sui rifiuti", Provincia diffidata In evidenza

Secondo i Comitati che si oppongono al biodigestore, vene avvantaggiato un privato a dispetto dei cittadini.

Mercoledì, 09 Dicembre 2020 19:08
Una manifestazione di protesta dei Comitati (foto di repertorio) Una manifestazione di protesta dei Comitati (foto di repertorio)

Una diffida nei confronti del Presidente della Provincia Peracchini, del vicepresidente Ponzanelli e dei consiglieri provinciali a operare nell’interesse dei cittadini e a far rispettare, da parte della Regione Liguria e dal privato Recos-Iren, il Piano d'Area provinciale dei rifiuti e il Contratto di servizio sottoscritto è stata recapitata dai comitati Sarzana, che botta!, No Biodigestore Saliceti, Acqua Bene Comune e dalle Associazioni Legambiente, Italia Nostra, Cittadinanzattiva. .

 

Per volere della Regione Liguria (con il benestare del Presidente Peracchini) si cestina un'intera stagione di atti amministrativi deliberati dalla Provincia della Spezia.
Vengono modificati i contenuti della gara del 2016 aggiudicata da ACAM a Iren, che prevedeva la realizzazione di un impianto per il trattamento dell'organico FORSU a Boscalino, successivamente inserito nel Contratto di servizio stipulato nell’ottobre dello stesso anno.

La giunta regionale guidata da Toti ha eliminato l’impianto previsto nel Tigullio e ha deciso di scaricare su Spezia tutto l’organico del Levante genovese.
Recos, cogliendo la palla al balzo, ha deciso ora di far lievitare l’impianto dalle 26.000 tn/a previste a Boscalino alle 90.000 tn/a di Saliceti (sito scelto unilateralmente dal privato in barba a quanto deciso dalla Provincia!), i costi d’investimento lievitano da 7,7milioni di euro a 50 milioni! I costi si alzano e come si ripianano? Con le tariffe a carico dei Comuni che pagheranno 110 euro in luogo degli 89 euro previsti nel Contratto di servizio. Insomma agli spezzini tutti i rischi ambientali e una tariffa più alta.

Chi tutela l’interesse dei cittadini?
La Provincia, colpevolmente, non sta facendo nulla per contestare una procedura ed un progetto in contrasto con il Piano provinciale, anzi, supinamente accetta che la pianificazione sul ciclo dei rifiuti la faccia, in sua vece, un privato (Recos) con il benestare della Regione.

Le associazioni ed i comitati da tempo impegnati a contrastare il nuovo impianto, per evitare l'ennesimo scempio ambientale in un territorio già ampiamente compromesso, hanno deciso di denunciare l'inerzia e le inadempienze del Presidente della Provincia Peracchini, del suo vice Francesco Ponzanelli e del responsabile di settore Marco Casarino, recapitando loro una diffida ad agire per impedire l'approvazione del progetto.
La diffida è stata inviata anche ai consiglieri provinciali di tutti i partiti politici.

Nella diffida si chiede, nell'interesse dell'intera comunità provinciale, di non avallare in sede di Conferenza dei servizi il progetto di Recos/Iren a Saliceti perché in contrasto con gli impegni sottoscritti dallo stesso gruppo privato - che dal nuovo progetto ne ricaverebbe un enorme vantaggio patrimoniale a tutto danno della comunità spezzina – e perché in contrasto con le deliberazioni della Provincia stessa.

Da quando Acam SpA guidata da Gaudenzio Garavini è stata incorporata in Iren e lo stesso Garavini è entrato nel consiglio di Amministrazione di Recos (proponente del nuovo impianto a Saliceti) la Provincia, guidata da Peracchini, non ha svolto il suo ruolo di garante e difensore dell'interesse dei cittadini nei confronti del privato appiattendosi sulle scelte della Regione. Lo stesso Peracchini non si è degnato di concedere incontri a comitati, associazioni e cittadini nonostante le reiterate richieste, allo stesso tempo ha impedito che si discutessero in Consiglio provinciale mozioni sul biodigestore ( alcune presentate dalla maggioranza che lo sostiene !!).

Il ciclo dei rifiuti alla Spezia poteva già essere chiuso e gli spezzini avrebbero già potuto beneficiare di una tariffa più bassa se ci si fosse posti come obiettivo l'interesse generale.
Da qui la decisione di mettere in mora i vertici della Provincia con una diffida.

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