Vertenza OSS, Raffaelli: "Regione e Comune spieghino ora come intendono risolvere la questione" In evidenza

Il Consigliere Comunale PD sostiene che tutte le richieste fatte in passato per evitare di arrivare a questo punto siano cadute nel vuoto.

Mercoledì, 25 Agosto 2021 19:37

 

“Quello che è accaduto alle lavoratrici ed ai lavoratori OSS di Coopservice è il brutto scenario che mai avremmo sperato si concretizzasse, ma che per mesi abbiamo valutato come probabile e che, pertanto, ci ha spinto, come opposizioni, a lottare e presentare richieste precise in questi ultimi anni", afferma il Consigliere comunale spezzino del PD Marco Raffaelli.

Spiega Raffaelli: "Prima la richiesta che aveva per oggetto l’istituzione dell’azienda regionale in house, verso la quale Amministrazione comunale e regionale credo non abbiano mai voluto veramente concentrarsi, soprattutto dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale di alcuni mesi fa, ove tale possibilità si rendeva veramente possibile, in alternativa al concorso pubblico.
Preso atto dell’ostinazione di Peracchini e Toti sulla strada del concorso pubblico, non siamo stati inermi ed abbiamo chiesto delle correzioni alle regole del bando, che tenessero in considerazione, nell’attribuzione dei punteggi, dell’esperienza dei 158 OSS che hanno assistito i malati nelle strutture sanitarie del nostro territorio, per lunghissimo tempo.
Anche in questo caso non se n’è cavato un ragno dal buco.
Infine personalmente, già mesi fa, richiesi la convocazione, in Comune, di tutti i soggetti istituzionali coinvolti nella vicenda, in modo da audirli prima della fissazione delle date del concorso, per capire così se, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale, potevano esserci alternative, ed evitare in tutti i modi il terribile finale che, ahimè, si è concretizzato.
È stato possibile farne solo una, con ASL5, molto veloce.
Regione e Amministrazione Comunale sono sparite".

"Ma - conclude Raffaelli - non sono sparite ai nostri occhi, sono sparite agli occhi dei 158 OSS, ed ora si devono assumere la responsabilità di costruire una soluzione per queste 100 persone, sperando che il numero non aumenti, evitando così una bomba sociale.
Vengano innanzitutto in commissione il più presto possibile, a spiegare come intendono agire. E alla svelta, visto che li attendiamo da mesi e già oggi decine di persone sanno con certezza che hanno perso il posto di lavoro”.

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