Fincantieri, mozione della Lega a salvaguardia dei lavoratori liguri In evidenza

A seguito dell'incontro del 20 marzo a Sestri Levante e degli impegni presi pubblicamente nei confronti dei partecipanti, il Capogruppo Lega Nord al Senato, Senatore Gian Marco Centinaio, ha presentato al Governo una Mozione Parlamentare in merito alla vicenda Fincantieri.

Venerdì, 27 Marzo 2015 10:14
La mozione è stata firmata dall'intero Gruppo dei Senatori della Lega Nord al Senato. A seguire, il testo:

La cantieristica navale mondiale non è stata risparmiata dalla crisi economica; tra il 2008 e il 2012 nel settore si è verificato un crollo degli ordini, che si è inevitabilmente riversato sui carichi di lavoro, dimezzandoli; dopo una leggera ripresa nel 2013, il 2014 si è aperto con una nuova flessione che di fatto ha messo in luce la debolezza dei cantieri navali italiani, nonostante la Fincantieri, leader incontrastato nel settore, abbia fatto registrare risultati apprezzabili, con particolare riferimento al comparto della costruzione di navi da crociera a livello mondiale;
sul calo di competitività dei cantieri italiani pesa il trasferimento verso i mercati asiatici di gran parte delle costruzioni di navi mercantili e questo perché i Governi italiani non sono stati in grado di adottare negli anni politiche di più ampio respiro a sostegno di comparti produttivi fondamentali per l'economia italiana, come lo è la navalmeccanica, duramente aggrediti dalla crisi economica; la cantieristica è un settore strategico per il Paese ed oltre ad essere una delle maggiori espressioni del "made in italy", è anche un importante polo di occupazione; i lavoratori della cantieristica navale pubblica sono circa 20 mila, di cui 9.000 impiegati nei cinque stabilimenti Fincantieri di Genova, Napoli, Palermo, Monfalcone Castellammare, e nell'indotto. Nel 2007, anno precedente la crisi, gli ordini di navi presso cantieri italiani sono stati 49, mentre sono scesi a 11 nel 2012, con ricadute pesanti sul settore in termini di crescita e di occupazione; i cantieri navali italiani sono stati più volte oggetto di attenzione da parte dei Governi per i piani di ristrutturazione prospettati da Fincantieri, tanto da portare all'istituzione di un tavolo di verifica delle
strategie industriali dello Gruppo presso il Ministero dello sviluppo economico; in questo contesto il piano di ristrutturazione preannunciato dall'azienda nel cantiere di Riva Trigoso, che occupa 650 dipendenti e circa 300 ditte appaltatrici provenienti da tutta l'Italia e dall'estero, ha destato profonde preoccupazioni per i lavoratori anche a seguito della volontà da parte del gruppo di procedere alla creazione di una holding per il settore della meccanica; tale piano, che se confermato segnerebbe una battuta d'arresto alla crescita dell'economia del territorio, non trova tuttavia risconto con il portafoglio ordini dell'azienda. Secondo notizie, infatti, la Fincantieri di Riva Trigoso – Muggiano starebbe firmando con il Governo il rinnovo della flotta della Marina militare, commessa che occuperebbe le maestranze fino al 2020, mettendo a disposizione 5,4 miliardi di euro per la sostituzione di 51 unità della marina, che progressivamente usciranno dalla flotta, prevedendo la costruzione di 14 nuove navi iper-tecnologiche; tale reparto, addetto anche all'assistenza post-vendita, utilizza spesso personale appartenente a ditte esterne, a volte proprio ex tecnici Fincantieri andati in pensione, e frequentemente accade che alcuni dipendenti in forza alla meccanica siano in cassa integrazione; a fronte delle reali prospettive di crescita del gruppo non risulta, tuttavia, una concreta volontà di Fincantieri di potenziare il settore meccanico dell'azienda; secondo i sindacati, infatti, l'azienda ha garantito che costruirà le navi negli stabilimenti italiani ma
ricordando che comunque detiene 21 cantieri nel resto del mondo dove il costo del lavoro è di gran lunga più basso ha chiesto la rinuncia alle 104 ore annuali di festività e riduzione dell'orario di lavoro, l'estensione massima della flessibilità a discrezione dell'azienda e la ridefinizione dei premi di programma; nel contratto integrativo in corso di discussione tra l'azienda e le parti sindacali è emersa la volontà del gruppo Finmeccanica di esternalizzare il lavoro ad altre ditte appaltatrici, che lavorerebbero in un'area cosiddetta di "segregazione" non soggetta a controllo da parte del gruppo, con il rischio di alimentare fenomeni di illegalità e di evasione fiscale e contributiva, a discapito del sistema industriale del Paese; è necessario che il Governo si attivi per individuare gli strumenti di difesa e di sostegno della cantieristica navale italiana che si rendano necessari per mantenere inalterati i livelli produttivi ed occupazionali dei cantieri italiani, con particolare riferimento al sito di Sestri Levante:-
impegna il Governo: rendere noti i dettagli del piano di ristrutturazione annunciato da Fincantieri per il sito di Sestri Levante, adoperandosi affinché nel medesimo piano venga riconosciuto il ruolo strategico per l'economia del territorio del ramo meccanica dell'azienda; a garantire il massimo utilizzo, nella costruzione delle nuove navi, del personale in cassa integrazione nonché a favorire il raggiungimento di un accordo con le ditte appaltatrici per impiegare, il più possibile, giovani disoccupati residenti nel territorio ligure; a consolidare le politiche industriali finalizzate al rilancio della cantieristica navale italiana attraverso l'individuazione di investimenti ed incentivi, in particolare alla ricerca e all'innovazione, che permettano di aumentare la competitività della produzione italiana, lavorando per ottenere garanzie da parte di Fincantieri a mantenere la produzione nei cantieri in Italia, a tutela degli attuali livelli occupazionali.

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