La Regione taglia, ma il "bosco" è ancora fitto In evidenza

GENOVA ‒ Tra spending review, proposte di legge sui tagli ai costi e ai privilegi della politica, Confartigianato Liguria fa i conti in tasca alla nostra Regione.

Sabato, 06 Ottobre 2012 16:15
«L'analisi fa riferimento ai dati elaborati dal Siope, Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici – spiega Luca Costi, segretario di Confartigianato Liguria – Dall'ultima relazione della Corte dei Conti, il debito dell'ente di piazza De Ferrari nel 2011 è calato del 5,9% rispetto al 2010. In Liguria il debito medio per abitante è pari a 634 euro, valore inferiore alla media delle Regioni ordinarie con 817 euro pro capite. La diminuzione del nostro debito regionale è circa sei volte superiore alla velocità di riduzione della media nazionale: infatti, il debito complessivo delle Regioni ordinarie nel 2011 è diminuito solo dello 0,9% rispetto al 2010, attestandosi sui 42,2 miliardi di euro (di cui 12,4 relativi alla sanità)».

Il totale dell'indebitamento a carico della Regione Liguria, secondo la delibera del 25 luglio della Corte dei Conti, sezione Autonomie locali, ammonta, per il 2011, a 1,02 miliardi di euro (di cui 35,4 milioni della sanità), in calo di circa 60 milioni rispetto al 2010, quando l'indebitamento era di 1,087 miliardi di euro (di cui 39,7 milioni della sanità).

Sulla spesa corrente per il triennio 2009-2011 sono presi in riferimento i dati di cassa del Siope, che impone a tutti gli enti locali di codificare ogni incasso e pagamento per individuare la natura economica di ciascuna operazione in modo uniforme sul territorio nazionale, consentendo di monitorare le più significative categorie di spesa. Tra queste: la spesa per organi istituzionali, per l'acquisto di beni e servizi e per il personale. Nell'andamento della spesa corrente, la Liguria risulta tra le Regioni più sobrie con una diminuzione dell'1,71% tra il 2009 e il 2011, con un taglio di circa 1 miliardo di euro (da 3,8 a 3,7 in tre anni).

«Dovendo fare i conti con i tagli nei trasferimenti – commenta Costi – gli enti regionali, giocoforza, hanno dovuto ridurre le spese. Tuttavia, nel resto d'Italia, nove Regioni hanno registrato comunque una lievitazione delle spese correnti. Per esempio il Lazio, la Toscana, la Lombardia e la Campania, che ha addirittura incrementato le spese dell'8,6%».

Alla voce di spesa per gli organi istituzionali, la Liguria ha "tagliato" del 6,83% tra il 2010 e il 2011, poco più di due milioni di euro in un anno.

Cospicua la sforbiciata alla spesa della Regione Liguria per l'acquisto di beni e servizi tra il 2010 e il 2011, passata da 48,4 milioni a 39,5 nell'arco di un anno: -18,28% in meno, attestandosi come il valore percentuale più elevato, secondo solo dopo la Calabria (-26,7%) passata da 72,9 a 53,3 milioni.

«Resta importante – commenta Costi – la spesa per il personale, dirigente e non che tra il 2008 e il 2010 è aumentata del 7,46%, ben oltre il 5,31% della media delle Regioni del Nord, seconda in Italia solo dopo l'Abruzzo». Infatti, le retribuzioni del personale sono salite dai 505 milioni del 2008 ai 532 del 2010, anche per effetto delle stabilizzazioni (124 in due anni), dell'aumento dei dirigenti (passati da 75 a 84) e dei non dirigenti da 1.019 a 1.039). Facendo il rapporto tra popolazione ligure in età lavorativa e personale regionale risulta che c'è 1,1 dipendente della Regione ogni 1000 abitanti, contro la media del Nord di 0,82.

«Da non sottovalutare – conclude Costi – la quota di addetti nelle quattro società partecipate al cento per cento dalla Regione: 439, per un costo complessivo di 24,3 milioni di euro all'anno».

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