Pontremoli, Mazzoni (PD): “Perché gestione aperta solo a Coop tipo B?” In evidenza

"L'interpellanza sull'affidamento della gestione del Museo delle Statue Stele Lunigianesi ha un unico obiettivo: capire perché l'Amministrazione comunale ha voluto escludere tutti i soggetti che si occupano di turismo e di valorizzazione di beni culturali, restringendo la possibilità di gestire il Museo alle sole cooperative sociali di tipo B". Va così all'attacco dall'opposizione comunale di Pontremoli il consigliere del PD Francesco Mazzoni.

Giovedì, 16 Luglio 2015 16:54

"Quello delle Statue Stele - prosegue - è un Museo unico nel suo genere.

E' ormai senza dubbio il principale Museo di Massa Carrara.

Anche in Regione è ai primi posti. E stiamo parlando della Toscana: noi siamo una delle eccellenze Toscane.

Ormai dovremmo capire, fare nostro e saper interpretare questo tratto distintivo di Pontremoli e della Lunigiana.

Sull'essere porta della Toscana, di una delle Regioni più belle al mondo, dobbiamo puntare e costruire di più.

In questo quadro generale, io non capisco quale sia la logica di escludere tutti gli altri per affidare la gestione di un bene culturale del genere a una Cooperativa sociale di tipo B.

Sul Museo delle Statue Stele sono stati spesi tanti e tanti soldi pubblici, in particolare grazie a finanziamenti di Regione Toscana.

Oggi, con il nuovo allestimento, il nostro Museo è bellissimo, è al passo con i tempi, può competere con Musei a livello nazionale e internazionale.

Ha un respiro nuovo e diverso: sono cambiati gli orizzonti, cambia la prospettiva, cambiano le opportunità di crescita.

In questo nuovo scenario, la scelta del gestore diventa fondamentale.

L'Amministrazione avrebbe dovuto garantire la possibilità di partecipare alla procedura a tutti gli interessati.

La soluzione giusta, direi la più naturale, sarebbe stata quella di favorire la massima concorrenza, in modo che tutti i soggetti interessati potessero presentare la propria offerta e il proprio progetto.

E invece, un bel giorno apro l'albo pretorio sul sito del Comune e solo da lì vengo a sapere che il sindaco, l'assessore Buttini e l'assessore Corchia si sono trovati e hanno votato una delibera in cui dicono: tutti esclusi dalla gestione del Museo tranne le Cooperative di tipo B.

E la cosa che più mi ha fatto riflettere è stata proprio questa: pensando alla "valorizzazione" del Museo, l'unica preoccupazione del sindaco e dei sui più stretti collaboratori è stata quella di "buttar fuori tutti" e di "chiudere la gara", che poi, in realtà, gara non è stata. Non una parola sulla cultura, sulle competenze, sulla professionalità.

Di fronte a scelte di questo tipo, l'obiettivo di un'Amministrazione deve essere quello di selezionare il migliore fra tutti i soggetti interessati.

Pensando alla gestione di un bene culturale come il Museo delle Statue Stele, bisogna premiare il merito, i titoli, le esperienze e le qualifiche culturali, la capacità di accogliere visitatori e turisti.

Bisogna fare in modo di scegliere chi, meglio di tutti gli altri, sa valorizzare il Museo, chi è capace di promuoverlo all'esterno con un'efficace azione di comunicazione e di markenting.

La mentalità del "diamo lavoro a due o tre che hanno bisogno" in questo caso è perdente.

Fa parte di un modo di pensare vecchio, che dobbiamo superare.

Rientra in quelle "abitudini" che hanno condannato la nostra terra al sottosviluppo. Eppure abbiamo risorse straordinarie.

A volte non ci rendiamo ben conto di quanto sia bella la Lunigiana.

Poi parliamo con una persona che arriva dall'altra parte del mondo e che ha appena assaggiato il testarolo di Pontremoli.

Poi ascoltiamo i racconti di un gruppo di turisti che sono capitati in uno dei nostri borghi, che sono rimasti a bocca aperta di fronte al Castello del Piagnaro, che sono entrati nella Pieve di Sorano, che hanno fatto un giro sui nostri monti.

Allora apriamo gli occhi e vediamo che abbiamo la fortuna di vivere in un luogo straordinario.

Allora capiamo che dalla bellezza passa il futuro della Lunigiana.

Noi ventenni e trentenni, che vogliamo metter su casa a Pontremoli e in Lunigiana, che ci impegniamo cercando di dare il meglio di noi in questo territorio, vogliamo che il merito venga premiato. Che la qualità e la professionalità siano al primo posto, anche a Pontremoli, anche in Lunigiana.

C'è bisogno di una rivoluzione, prima di tutto nel modo di pensare.

Torno all'esempio concreto del Museo: scegliendo il migliore fra i gestori possibili, scegliendo un soggetto capace di portare persone a Pontremoli, di creare un marchio, di farlo conoscere in Italia e nel mondo, ci saranno più opportunità e più lavoro per tutti.

Io ho le idee chiare sul futuro: l'unica via possibile è il turismo. La sfida è quella di trasformare il turismo in occasioni concrete di lavoro per i giovani.

Allora, in questa visione di lungo periodo, in questa idea di sviluppo di Pontremoli e della Lunigiana, la scelta del gestore del Museo delle Statue Stele non è una delle tante, ma diventa una scelta strategica.

Per questo credo sia giusto approfondire la questione in Consiglio Comunale: nessuna polemica, solo volontà di capire, di andare al cuore delle questioni, al concreto delle scelte amministrative".

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