Fedi: "Da Ciano alla discriminazione dei bimbi negli asili" In evidenza

Il commento della Segretaria Provinciale di Rifondazione Comunista sull'operato dell'amministrazione.

Mercoledì, 22 Novembre 2017 09:13
Sei mesi e gli indirizzi di come questa città verrà governata nei prossimi anni risulta sempre più evidente. La boutade del riposizionamento della statua di Ciano in centro città per valorizzarne il suo esempio di vita, è l'apice del pensiero culturale che ci aspetta; la riabilitazione di un gerarca fascista che riassume in sè un modello di società domata col manganello, resa fedele da piccole elargizioni al limite del caritatevole, in nome della difesa della propria identità... fatto salvo come nel caso di Ciano, utilizzare queste argomentazioni per farsi beffa del caro popolo e arricchirsi sulle sue spalle in nome di patria, onore e cristianità. La cultura securitaria che si vuole spacciare come risolutiva nei confronti del disagio sociale sempre più diffuso e presente, ovviamente non elimina e non affronta la causa del disagio stesso, ma lo allontana, lo ghettizza sempre più, rendendolo sempre più drammatico. Questo atteggiamento culturale “di protezione” dell'italiano è stato portato all'estremo dall'ultimo provvedimento riguardante gli aiuti alle famiglie per l'accesso agli asili nido.
Per avere la certezza di poter garantire le bambine e i bambini italiani senza tener conto del reddito, si è ecceduto nella garanzia della “spezzinità”, col risultato che non solo sono penalizzate le famiglie extracomunitarie, ma pure quelle famiglie che magari vivono in città in via transitoria o si sono trasferite dai comuni limitrofi negli ultimi anni. Il risultato sarà che chi è già in difficoltà economica lo sarà sempre più, perchè dovrà accudire i propri figli senza la speranza di poter lavorare, il disagio aumenterà ancora e questa volta oltre il danno la loro beffa, perchè il provvedimento colpirà anche gli italianissimi....così il tentativo di accentuare lo scontro tra nativi e non questa volta non è riuscito anche se cercheranno di porvi rimedio. Non si fermeranno, cavalcheranno quest'onda di intolleranza sino all'estremo per coprire l'incapacità di gestire un fenomeno epocale di crisi economica e giustificarla nell'individuazione di un nemico, in questo caso il migrante, domani chissà. Migrante sulla cui pelle fanno affari tutti, specialmente quelli che a gran voce dicono “a casa loro”...basta vedere la manodopera del Veneto autonomista, i grandi proprietari immobiliari, spezzini compresi, che affittano appartamenti fatiscenti a prezzi incredibili. Ora in tutto questo la Statua di per sè potrebbe esser il minor dei mali, anche perchè esponendola in piazza pubblica si sottopone al giudizio del popolo che potrà reagire come meglio crede, ma è il significato simbolico in cui si ritrova l'agire coerente di questa Amministrazione ad essere per noi inaccettabile.

Parafrasando Leonardo Sciascia di cui ricorre in questi giorni il 29esimo anniversario della scomparsa, noi come Rifondazione Comunista mettiamo in conto la sconfitta, e anzi la prevediamo: ma non possiamo che batterci, finché avremo un margine, sia pur piccolo, sia pur insicuro.

Verushka Fedi
Segretaria Provinciale di Rifondazione Comunista

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