"Quale altro settore è cresciuto così nel 2017? Allora giù le mani dal porto" In evidenza

di Elena Voltolini - Cisl e Uil chiedono che si proceda celermente a realizzare il Piano Regolatore Portuale e smentiscono alcune voci allarmistiche. Non manca una frecciatina "all'ex collega" Peracchini, del quale auspicano il sostegno.

Mercoledì, 14 Febbraio 2018 18:00

“Giù le mani dal porto”: è un titolo che si può definire forte quello che FIT-CISL e UILTRASPORTI hanno scelto per la conferenza stampa che si è tenuta questo pomeriggio.

Il perchè lo spiega il Segretario provinciale di Uil Trasporti Marco Furletti: “Recentemente ci sono state dichiarazioni a nostro giudizio strumentali da parte di soggetti che hanno sempre osteggiato lo sviluppo del porto ed intendiamo replicare perchè non vogliamo che numeri non esatti e parole allarmistiche ostacolino la realizzazione del Piano Regolatore Portuale che sembra finalmente poter partire”.

Furletti non risparmia una frecciatina, in riferimento ad alcuni articoli usciti sulla stampa locale: “Capiamo che Arbasetti (VAS – Verde, Ambiente e Società Onlus) da quando gli hanno tolto le circoscrizioni ha bisogno di visibilità, ma siamo arrivati al limite. Sono state fatte dichiarazioni assurde sui numeri degli occupati in porto, sulle nuove banchine date corrispondenti a 360mila metri quadri e si è parlato di un porto che stringe d'assedio la città. Bisogna fare chiarezza”.

I DATI

Eccoli, allora, i dati snocciolati da Cisl e Uil.
Il Piano Regolatore risalente a dicembre 2006 definisce i limiti quantitativi per lo sviluppo del porto e stabilisce che le nuove banchine non possono eccedere i 140mila metri quadrati.
Per quanto concerne l'occupazione, invece, il numero che i sindacati citano è 1200: a tante unità ammontano coloro che lavorano direttamente nelle operazioni di imbarco e sbarco delle merci, tra dipendenti dei terminal e società che svolgono servizi in appalto, ma sempre legate a tali operazioni (se si considera l'indotto, invece, si parla di circa 5000 posti di lavoro). Occupati, per giunta, in crescita nel 2017 e con contratti di lavoro non interinale, ma con tutele, garanzie e sicurezze maggiori.
Infine un terzo numero, per la precisione una percentuale: 16%. A tanto ammonta la crescita indicata da Cisl e Uil del traffico di contenitori registrato nel 2017 rispetto all'anno precedente.

Alla luce di questi numeri Furletti chiede, con l'intento ovviamente di arrivare a coloro che a detta dei sindacati ostacolerebbero lo sviluppo portuale futuro, ma anche all'amministrazione con la speranza di averla al fianco dei lavoratori: “Quale altro settore è cresciuto in questo modo nell'ultimo anno? Quale altro settore dà speranze di lavoro tali e costituisce una concreta prospettiva per i giovani?”

Secondo Cisl e Uil si è già perso troppo tempo
.
Se si ripercorre tutta la vicenda, infatti, si deve andare indietro sino al secolo scorso: era il 1999 quando, dopo non poche controversie, si giunse ad una intesa tra Comune, era allora sindaco Giorgio Pagano, Provincia ed Autorità Portuale.

“Oggi, a 19 anni di distanza – afferma Marco Moretti, segretario provinciale FIT – CISL - il Piano Regolatore Portuale ha espletato tutte le procedure, deve essere solo attuato. Ci sono già stati molti ritardi, per una serie di ricorsi che si sono susseguiti e che alla fine si sono rivelati infondati, quindi non hanno fatto altro che posticipare la realizzazione delle opere, con pesanti ripercussioni su tutto il tessuto economico provinciale. Si è perso molto tempo e non si è potuto fare fronte alle richieste da parte delle compagnie di fare scalo su Spezia, molto presa in considerazione come porto grazie ad un indice di produttività molto alto e ad elevati standard di lavorazione”.

I SINDACATI


Il timore dei sindacati è che ora nuove dichiarazioni allarmistiche rimettano tutto in discussione o, almeno, provochino ulteriori ritardi.

Strenua difesa, quindi, da parte di Cisl e Uil, del Piano Regolatore Portuale, con la richiesta, a chi di dovere, a non tentennare ulteriormente e procedere con celerità. In caso contrario, ribadiscono, i lavoratori del porto sono pronti alla mobilitazione.

La speranza, però, è che non si arrivi a questo.
Certo serve la collaborazione e l'impegno di tutti, in primis dell'amministrazione. Cisl e Uil non risparmiano una frecciatina al loro “ex collega” Pierluigi Peracchini, facendo riferimento a frasi pronunciate dal sindaco nel corso di un convegno sul porto che si era svolto a fine 2017: “Sono state fatte alcune dichiarazioni che riteniamo fuori luogo e incomprensibili, ancor più perchè fatte dal sindaco, da Peracchini, con il quale in passato abbiamo condiviso tante battaglie”.

L'auspicio di Cisl e Uil è che non si arrivi a nessuna barricata e nessuno muro contro muro perchè “il conflitto tra porto e città non serve a nessuno: fa male alla città, al porto, ai lavoratori e ai giovani che sperano di poter trovare lavoro proprio qui”.

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