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Lerici, Pillon spiega il DDL: "Sui giornali di sinistra sono state scritte troppe vaccate" In evidenza

di Doris Fresco- Mentre fuori dal Comune prosegue la contestazione, nella sala consigliare Pillon spiega il disegno di Legge 735 su affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità.

Fuori dal comune prosegue la contestazione, con cittadini e esponenti politici oppositori che accompagnano l'ingresso del senatore Pillon cartelloni alla mano urlando "vergogna". Gli animi si sono scaldati, dopo una contestazione pacifica durata una mezz'ora, quando Pillon si è avvicinato ai contestatori: "Volevo davvero sapere come la pensano e ascoltare le loro critiche, ma purtroppo sanno solo insultare", con queste parole Pillon entra in sala consigliare ed inizia la serata organizzata dall'Associazione Lerici Domani con il saluto dell'assessore Laura Toracca e del sindaco Leonardo Paoletti, con la senatrice Stefania Pucciarelli in prima fila. Entrambi difendono la scelta, nei giorni scorsi al centro di numerose polemiche, di aprire la sala consiliare al senatore Pillon: "Questo è il sale della democrazia, vogliamo incentivare il confronto e ognuno deve essere certo di trovare spazio in questa sala. Sono sicura sia una grande opportunità parlare con un membro del nostro senato, promotore di un disegno di legge" spiega Toracca, mentre i sindaco ribadisce: "Ho poca condivisione con quelle che sono le posizioni del senatore Pillon, con lui concordo sul fatto del sostegno dello Stato a chi si trova in certe situazioni, anche se questo potrà farmi apparire come di destra estrema, ma io credo che la cosa peggiore sia l'intolleranza soprattutto nei confronti di un esponente del nostro Senato democraticamente eletto. Bene il confronto democratico: la sala consiliare è e sarà sempre a disposizione di tutti per l'incontro e il dibattito".

La parola passa poi al Fabio Scorretti dell'associazione Lerici Domani, che ha organizzato la serata: "Come associazione promuoviamo ogni momento di conoscenza. Noi abbiamo chiamato il senatore per conoscere un disegno di legge che in quanto disegno di legge, dunque non definitivo, merita di essere approfondito e dibattuto".

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Ecco quindi che prende la parola al senatore Simone Pillon, mentre all'esterno continuano i canti di dissenso: "Sono andato ad incontrare chi sta manifestando per cercare di stringere qualche mano, noi andremo avanti, il DDL è firmato da 8 persone, perché una riforma del diritto di famiglia non è più rimandabile. Vogliamo ascoltare e migliorarlo, ma vogliamo andare avanti perchè noi non vogliamo lo scontro ideologico, perché questo DDL non è ideologico. Lo scontro che hanno cercato i giornali di sinistra è basato sul vecchio femminismo, ma molte cose che sono state scritte sono vaccate. Nel ddl non è scritto assolutamente nulla sull'aborto, anche se io sono assolutamente pro-life. Non c'è scritto nemmeno che vogliamo togliere l'assegno divorzile, ma il problema dei papà e delle mamme che si trovano con figli orfani di genitori vivi: molti non vedono i figli per mesi, a loro io non posso rispondere cantando Bella Ciao.

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Noi abbiamo delegato alla magistratura il poter decidere sul futuro dei nostri figli, ma questi magistrati non sono esperti, mentre sulla vita di un figlio hanno diritto di parlare i genitori che sanno quale è il bene del figlio. L'80% delle famiglie divorzia con una consensuale e per loro il ddl non avrà ripercussioni. È all'altro 20% che vogliamo dare un'opportunità di provare a trovare un accordo. In molti casi la mediazione fallirà, ma vogliamo dare una speranza. Noi stiamo facendo gli interessi del popolo e non certo, come si è detto, dei mediatori che prendono 350 euro (nel peggiore dei casi), ma credo invece convenga fare opposizione nell'interesse dei giudiziali che prendono molti più soldi. A noi interessa il bene dei minori perché la mediazione deve essere fatta bene da persone competenti con una formazione continua. Non possiamo più avere bambini che crescono senza uno dei genitori pur avendolo".

L'esposizione di Pillon prosegue poi toccando il tema della bigenitorialità: "Per avere una relazione con i figli poi serve del tempo di qualità perché puoi separarti da tua moglie o da tuo marito, ma non puoi separarti da un figlio. Il bambino deve stare con entrambi i genitori e questo prevede una maggiore consapevolezza e responsabilità dei genitori per questo la lotta per i tempi paritetici che tra l'altro nel resto d'Europa è una battaglia che hanno portato avanti le femministe. Non possiamo costringere il figlio a scegliere uno dei due genitori perché i bambini non sono delle mamme e basta (o dei papà e basta), ovviamente considerate tutte le eccezioni e i casi singoli. Non è vero che secondo questo disegno di legge c'è uno sbilanciamento verso il genitore economicamente più forte: noi diciamo solo che i costi di mantenimento devono essere divisi tra i due, equamente e proporzionalmente. Questo disegno di legge non è perfetto, ne siamo consapevoli e vogliamo migliorarlo, ma nella scorsa legislatura è stato presentato il disegno di legge Marroni praticamente uguale a questo e ci stupisce vedere tanto accanimento contro questo progetto".

Il tema che maggiormente preoccupa, come emerso dagli interventi del pubblico, è senza dubbio il caso di maltrattamenti in famiglia o di genitori che abusano: il DDL cosa prevede in questi casi? Come scongiurare il rischio che un bambino continui a frequentare genitori che possono mettere a rischio la sua incolumità o quella dell'altro genitore, visto che stando al DDL il giudice deve assicurare il diritto del minore di trascorrere tempi paritetici in ragione della metà del proprio tempo, compresi i pernottamenti, con ciascuno dei genitori e contrastare situazioni di contestazione nei confronti di un genitore? Risponde Pillon: "Casi di violenza, di abuso e di condizioni non consone sono assolutamente esclusi da questo ddl e dal risarcimento del danno per aver portato il bambino a rifiutare un genitore, ma noi dobbiamo anche difendere tutti quei padri e quelle madri accusati ingiustamente di essere cattivi genitori, perchè sappiamo che è una pratica reale mettere i figli contro all'ex partner anche senza giusto motivo".
"La situazione ideale è che il bambino viva insieme ai genitori che si vogliono bene, ma non possiamo imporlo per legge perchè la vita è piena di situazioni che possono portare ad una separazione. Difficile capire se un abuso è vero o falso, ma va tutelato il bambino e il suo rapporto con entrambi i genitori".

Conclude Pillon: "Questo disegno di legge non è perfetto, per questo ascolteremo le associazioni e chiunque abbia voglia di proporre soluzioni ai punti criticati, ma sono convinto che si debba agire".

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