Figoli riparte da Codeglia: “Avevo pensato di lasciare, ma qui siamo rinati” (foto) In evidenza

di Gabriele Cocchi – Dopo l’abbandono, oggi il borgo di Riccò è un albergo che attrae turisti di tutte le nazionalità. Toti: “Iattura non riconfermare Figoli”.

Mercoledì, 10 Aprile 2019 21:12

Per un attimo, durante la presentazione della ricandidatura a sindaco di Riccò di Loris Figoli, la luce si spegne, la piccola sala di Codeglia cade nel buio e subito tutti tornano con la mente agli anni dell’abbandono del piccolo borgo.

Per fortuna non era un guasto, ma solo un interruttore premuto inavvertitamente. Un siparietto che fa scattare le risate, intonandosi perfettamente con il senso che il sindaco uscente di Riccò del Golfo ha voluto dare alla serata, ricordando gli anni spesi a riportare a nuova vita Codeglia, tra mille difficoltà (non solo) economiche.

Era stata la Regione a finanziare il restauro del borgo, con un investimento di 2 milioni 400 mila euro e un primo “collaudo” avvenuto nel 2009.

“I nostri predecessori avevano collaudato una struttura che, se va bene, era completa solo a metà. Il finanziamento poi venne ritirato, partirono le cause e il borgo cadde nell’incuria”, ha ricordato Figoli in una sala della struttura ricettiva, affiancato dal presidente della Regione Giovanni Toti, dall’assessore Giacomo Giampedrone e dal sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini.

“Durante la campagna elettorale del 2014, quando mi candidai, non sapevamo a che cosa saremmo andati incontro – ha aggiunto il sindaco di Riccò – A luglio, dopo la vittoria, crollò il primo solaio della struttura. È stato in quel momento che ho pensato di lasciare: come poteva andare avanti un Comune come Riccò con più di 2 milioni di euro da restituire?”.

Ma il sostegno dei compaesani, alcuni scesi in campo anche in prima persona, tirandosi su le maniche, e una giusta dose di buona volontà sembrano aver salvato Codeglia da un destino di sicuro abbandono.

Tanto che oggi il borgo si è guadagnato il nome di “albergo diffuso”, per via di una struttura ricettiva, con piccole ed eleganti suite a misura di famiglia (in fondo le foto), che abbraccia tutto il piccolo paese. In cui ad ogni modo è sopravvissuto anche un irriducibile manipolo di abitanti, divisi in tre-quattro famiglie.

Nell’albergo sui generis, circondato da numerosi sentieri per gli escursionisti, l’anno scorso sono arrivati clienti di ben 17 nazionalità diverse.

“Chi sopravvive come amministratore per cinque anni e poi ne vuole fare altri cinque è temprato per tutte le cose della vita – ha scherzato Toti – La storia di Codeglia è un esempio di buona amministrazione: presidiare i nostri borghi, recuperarli e valorizzarli per un’offerta turistica di qualità è la vocazione del nostro territorio. Il tuo impegno, Loris, ha consentito al Comune di Riccò di guardare al futuro: è un percorso ben avviato che sarebbe una iattura interrompere. Dopo di che so personalmente quali sacrifici sono costretti a fare gli amministratori, soprattutto in realtà piccole come Riccò, con i tagli del governo e le poche risorse a disposizione. La definirei un’opera missionaria”.

In agguato, in vista delle elezioni del 26 maggio, resta però anche il centrosinistra, con la candidatura dell’ex sindaco Carlo Mazza. In una partita che non sembra affatto già decisa in partenza.

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