Spezia, con il poker di punte si fa poca strada

di Massimo Guerra
Spezia vittima degli arbitraggi? Non basta il passaggio da rugby che ha regalato la partita alla Juve Stabia per concludere che è tutta colpa dell’arbitro se lo Spezia continua a non raccogliere punti fondamentali.

Lunedì, 19 Novembre 2012 22:19
Al Picco anche domenica si sono visti – finalmente – sprazzi di bel gioco, segnali che vanno nella giusta direzione ma l’auspicio è che mister Serena, rivedendo il filmato della gara a mente fredda, abbia focalizzato quali sono stati gli errori tecnici e tattici – se secondo lui ci sono stati, a nostro modesto parere sì – che hanno portato alla disfatta casalinga lo Spezia contro la squadra campana. Se dei primi – gli errori tecnici –sono ovviamente responsabili i singoli giocatori, malgrado il “parafulmine” generosamente offerto nel post-partita da Serena, delle variabili tattiche sono solo del mister le decisioni, che una volta di più hanno lasciato perplessi. Senza tirare in ballo le prestazioni dei singoli – malgrado le parole a fine gara del mister stabiese Piero Braglia rimbombino ancora nelle orecchie, “nessuno in serie B può schierare un attacco con Okaka, Antenucci, Sansovini e Di Gennaro….e poi….a noi oggi mancavano 3 o 4 titolari” resta l’amaro in bocca per alcune scelte di fondo adottate da Serena. Ogni partita e ogni avversario, lo sappiamo, fanno storia a sé, ma come dare equilibrio con 4 punte alla squadra che affronta una compagine che fa delle ripartenze in velocità il suo punto di forza? Come non valutare che l’uscita di Piccini per Di Gennaro avrebbe per forza di cosa generato uno squilibratissimo 4-2-4 con rischi ad ogni contropiede? Come non valutare che l’ingresso di Di Gennaro al rientro dopo lunga assenza al posto di un difensore avrebbe creato problemi di tenuta e copertura in mezzo al campo? Come non valutare che nell’ultimo quarto d’ora di gara era certo necessario e urgente recuperare lo svantaggio, ma che forse l’azione di Di Gennaro alle spalle di due punte poteva risultare efficace senza avvicendare ad Okaka un’altra punta? E infine, quello che pensano e dicono tanti tifosi e appassionati: com’è possibile trovare spesso e volentieri Goian in fase di impostazione dell’azione offensiva, compresa l’azione fatale del gol stabiese a 5 minuti dalla fine? Forse, dando risposte logiche e ponderate a questi interrogativi non certo trascurabili Serena potrà trovare il bandolo della matassa di un gioco e di un modulo che, fino a sabato, ha visto troppe varianti e variabili, segno evidente di una ricerca senz’altro necessaria – con una rosa rivoluzionata e poco tempo a disposizione – ma che rischia via via di diventare affannosa e poco costruttiva, se la squadra non troverà una quadra attorno ad un modulo condiviso e condivisibile, a nostro parere ben lontano dal poker di punte calato con pessimi risultati nell’ultima gara.

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