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ACAM, nel 2016 quasi 12 milioni di utili. Iren presenta la proposta di aggregazione In evidenza

di Francesco Truscia - E’ stato presentato questa mattina il bilancio consuntivo del 2016 del gruppo ACAM, con uno sguardo rivolto anche allo stato del progetto di aggregazione industriale. Garavini e Federici: “I servizi di Acam nei prossimi anni miglioreranno, le scelte fatte si sono rivelate giuste”

Bilancio Acam
Questa mattina nella sede Acam S.p.A di via Picco 22 sono stati presentati i risultati di bilancio consuntivo del 2016 del gruppo. Proprio oggi infatti è stata convocata l’assemblea dei soci di ACAM S.p.A per approvare il bilancio della Holding e delle due società controllate, ovvero Acam Acque e Acam Ambiente, oltre che il bilancio consolidato del gruppo per l’anno 2016. Guardando a quest’ultimo, il gruppo Acam ha chiuso il 2016 con un utile, per il quarto anno consecutivo, la cifra ammonta a  poco più di 11 milioni 763 mila euro.

“Dopo quattro bilanci in utile consecutivi si può dire che dal punto di vista dei fondamentali il gruppo Acam non è più quello che si continua a descrivere in modo strumentale guardando al passato. Il gruppo fa un margine operativo lordo di oltre 33 milioni di € che rappresenta la redditività dell’azienda, 5 anni fa era negativo. Il valore della produzione del 2016 è di 124 milioni di €, dato stabile rispetto al 2015. Il rapporto tra posizione finanziaria netta, ovvero il debito, e il margine operativo lordo (rapporto che indica la capacità di rimborso dell’indebitamento) è sceso ulteriormente al 3,9, risultato coerente se ricordiamo che la media delle 17 aziende principali in Italia che operano nel nostro settore è del 2,8. Ovviamente 3,9 è un numero ancora alto, ma siamo scesi sotto il 5, numero di riferimento che, se superato, indica gravi difficoltà economiche (Il gruppo Acam ha raggiunto il 12 nel 2008-2009). Altro indicatore importante è il ROE (return on equity) che rappresenta il valore dell’investimento dei soci, quindi più è alto più l’investimento dei soci ha una sua redditività, oggi si attesta al 42% mente nel 2012 era -23%. Nel corso del 2016 ci sono stati investimenti per 8,4 milioni di € nei due settori in cui il gruppo opera ovvero idrico (6,7 milioni di €) e rifiuti (1,5 milioni di €). Tutte le società hanno chiuso con un utile netto. Oggi i dipendenti sono 732, ne sono usciti dalla fine del 2015 (all’epoca contava 748 dipendenti) ulteriori 16, alcuni con incentivazione all’esodo per ridurre il personale; per il 2017 abbiamo previsto altre 21 uscite in coerenza con il piano di ristrutturazione utilizzando il NASPI ovvero l’ammortizzatore sociale che ha sostituito la disoccupazione speciale, tramite un accordo fatto con il sindacato, che permette di uscire due anni prima del naturale pensionamento. Gli anni precedenti hanno visto 3 tipologie di strumenti per le uscite del personale: incentivazione all’esodo, pensionamenti anticipati e spostamenti intragruppo soprattutto all’interno di Acam Ambiente che, con lo sviluppo della raccolta differenziata porta a porta, aveva bisogno di maggior personale. Le cessazioni dal 2013 ad oggi sono state 81. Su questo risultato di 12 milioni circa di utile, per 6 milioni impatta l’operazione ReCos, società costituita il primo di ottobre in conseguenza dell’aggiudicazione del project financing per la gestione degli impianti di Saliceti e Boscalino che ha avuto un corrispettivo di 7 milioni di valore; quindi porta una plusvalenza sul consolidato che incide per circa 6 milioni di €": queste le parole di Gaudenzio Garavini, Amministratore Unico ACAM S.p.A.

Successivamente ha preso la parola il sindaco Massimo Federici: “Questi dati raccontano una storia iniziata nel 2008. Vi ricordo uno dei passaggi fondamentali del dramma di Acam, ovvero quando si è deciso di vendere il 49% del gas, operazione che ha fatto fare “cassa”, la quale però è stata bruciata nel giro di pochi anni. Anche in quella occasione, dato che noto una certa spudoratezza, quelli che avevano voce in capitolo erano contrari all’aggregazione, dunque per fare cassa si è venduto il 49% piuttosto che fare l’aggregazione e la spirale di indebitamento di Acam ha ripreso bellamente come prima fino ad arrivare al 2008, anno nel quale abbiamo deciso di intraprendere il percorso che oggi ci porta qui. Un percorso complicato dal quale siamo usciti anche grazie a Gaudenzio Garavini, fondamentale è stata la sua capacità manageriale e con il coraggio di alcune scelte come il sopportare contestazioni interne ed esterne; oggi possiamo presentare questi numeri pensando ad un esito positivo della partita aggregazione. I servizi di Acam nei prossimi anni sono destinati ad un progressivo miglioramento perché si potranno fare gli investimenti che fino ad oggi non si sono potuti fare. Ho sentito parlare di nuovo del concordato fallimentare come soluzione, spero che con oggi queste discussioni ce le possiamo lasciare alle spalle; spero ci sia l’onestà intellettuale di tutti di riconoscere i propri errori e i risultati conseguiti".

L’unica offerta pervenuta è quella di Iren, a questo punto si costituirà una commissione che dovrà valutarne la correttezza.

 

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