Digestore, Sarzana, che Botta: "Pagheremo a caro prezzo ambientale la scelta di Toti"

Il comitato Sarzana, che Botta: "Continueremo a porre le domande, a cui la Regione e il presidente della Provincia Peracchini e la stessa Iren-Recos da mesi non rispondono".

Domenica, 18 Aprile 2021 19:10

"La firma del presidente Toti che autorizza il digestore a Saliceti non ci meraviglia", così scrive in una nota il Comitato Sarzana, che Botta!.

"Noi continueremo a porre le domande, a cui la Regione e il presidente della Provincia Peracchini e la stessa Iren-Recos da mesi non rispondono. Questo impianto-mostro ci costerà 50 milioni di euro. Questa cifra è nel piano economico presentato da Recos. Comporterà un aumento della tariffa di conferimento a 110 euro".

"In sede di gara Recos aveva offerto 89 euro. La società dice che l’impianto tratterà 60 mila tonnellate di organico l’anno. Secondo il Piano d’ambito approvato il 6 agosto 2018 da Toti e il centrodestra il costo dei digestori deve oscillare tra i 300 e 400 euro a tonnellata. Quindi il prezzo giusto sarebbe al massimo di 24 milioni di euro. I conti non tornano. O vogliono far realizzare a Recos-Iren un ricco surplus. Oppure i 50 milioni d’investimento nascondono un impianto da 120 mila tonnellate di organico, come peraltro annunciato dall’amministratore di Iren Ambiente il 31 gennaio scorso".

"Rispetto allagara del 2016 è un incremento di business del 64%. I politici che appoggiano Toti fanno finta di non leggere i giornali. Ma anche i sindaci, con l’eccezione di Lerici e Santo Stefano, fanno finta di non conoscere le carte e di ignorare la nostra segnalazione ad ANAC. Ma è per conto dei Comuni spezzini che fu effettuata da Acam la gara europea. E la Provincia ne è la garante".

"A noi conforta l’ultima sentenza del TAR, che ha bocciato i ricorsi di Arcola e Santo Stefano. Chiedevano l’annullamento della delibera provinciale del 6 agosto 2018, che ha approvato il Piano d’area, che indica Boscalino come sito idoneo per il digestore. I giudici hanno rigettato il ricorso perché i due sindaci non hanno citato Recos come controinteressata, in quanto aggiudicataria della gara del 2016 del project financing e in quanto aveva essa scelto il sito in comune di Arcola. Dunque se gli effetti della gara vincolano i comuni a riconoscere Recos, dovrebbero anche impegnare Recos a rispettare gli impegni sottoscritti".

"Il TAR ha anche detto che la procedura di VAS, integrata dalle conclusioni della Provincia, è valida. Dunque il sito di Boscalino risponde a tutti i crismi. Toti e Giampedrone si sono rimangiati i loro atti. Confidiamo che almeno il TAR mantenga una coerenza. Inoltre confidiamo che qualche “giudice di Berlino” ci spieghi se è normale presentare un piano economico che o nasconde un surplus esagerato o nasconde il doppio dei rifiuti da trattare".

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