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Da Luni antica lo sprone a vivere l'Anno della fede

Alcune centinaia di persone, con molti sacerdoti, diaconi e seminaristi, hanno partecipato nella prima mattina di ieri (sabato 6 ottobre) al pellegrinaggio «mariano» all'antica cattedrale di Luni che, riprendendo in diocesi per il nuovo anno pastorale la felice tradizione dei primi sabati del mese voluta dal vescovo Moraglia, ha rappresentato un «prologo» molto significativo all'Anno della fede.

La fede cristiana, infatti, come documentano tutti gli storici, giunse in questo lembo di Liguria in tempi antichissimi, trovando diffusione e sviluppo proprio nella città romana di Luni. Così, l'antica cattedrale di Luni, i cui resti archeologici hanno fatto da suggestiva cornice alla celebrazione eucaristica di ieri mattina, presieduta dal vescovo emerito monsignor Bassano Staffieri, concelebrante l'amministratore diocesano monsignor Giorgio Rebecchi, ha unito insieme, in questa circostanza, il tema «mariano», tradizionale in questi pellegrinaggi, e la riflessione sul valore della fede. Tutto questo, nell'omelia di ieri mattina, è stato messo in evidenza da monsignor Staffieri per indicare un cammino ideale che proseguirà con i pellegrinaggi dei mesi successivi. Monsignor Staffieri, con un breve exursus storico, ha ricordato come l'antica colonia romana di Luni, dotata di un importante porto commerciale soprattutto per il trasporto del marmo delle Apuane, avesse appunto favorito la propagazione della fede cristiana da Roma nelle nostre terre. Secondo un'antica tradizione, l'annuncio del Vangelo sarebbe giunto a Luni già nel primo secolo, attraverso la testimonianza di san Sergio Paolo, discepolo diretto dell'apostolo Paolo. Al di là di ogni ipotesi, è certo che la fede cristiana sul finire del terzo secolo fosse già profondamente radicata nell'antica colonia romana. Risulta per certo che il vescovo lunense Felice, nel 465, abbia sottoscritto il Sinodo romano. I vescovi rimasero a Luni sino a quando le invasioni dei saraceni e il degrado del territorio, dovuto agli straripamenti del fiume Magra, non li costrinsero a trasferire la loro sede in luoghi più sicuri. Il Papa Gregorio VIII, resosi conto di persona della difficile situazione, dispose il trasferimento della sede vescovile nella città di Sarzana, che divenne così l'erede di Luni. E quindi - ha concluso monsignor Staffieri - oggi nel segno della prima evangelizzazione, e nel luogo dove con un chiesa dedicata a Maria Assunta in cielo ha avuto origine la nostra Chiesa locale, vogliamo iniziare un anno dedicato alla fede nel ricordo specifico del cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II, promosso ed aperto da Giovanni XXIII proprio per irrobustire la fede e rinnovare la Chiesa di Cristo di fronte alle sfide dei tempi moderni. I pellegrini, ieri mattina, si erano ritrovati attorno alle 8 presso la chiesa della località di Luni Mare, per raggiungere a piedi e in preghiera la zona archeologica. Dopo la Messa ed il ristoro è stato offerta a tutti una visita guidata degli scavi. Un secondo e significativo «prologo» all'Anno della fede avrà luogo alla Spezia giovedì prossimo, nel giorno esatto di anniversario dell'apertura del Concilio e della celebre «carezza ai bambini» di Papa Giovanni. I vicariati urbani della città della Spezia, in collaborazione con l'Azione cattolica diocesana, invitano tutti a ritrovarsi, giovedì sera alle 21, nella chiesa abbaziale di Santa Maria Assunta che, nel periodo del Concilio, non essendo ancora stata costruita la cattedrale di Cristo Re, fungeva da pro-cattedrale. L'attuale abate parroco monsignor Ilvo Corniglia si trovava a Roma in quei giorni e prese parte alla cerimonia di apertura come collaboratore del vescovo diocesano monsignor Giuseppe Stella. Monsignor Corniglia porterà la sua testimonianza nel corso della serata, caratterizzata dalla Liturgia della Parola, da momenti di preghiera, dalla proiezione di alcuni video e appunto da alcune testimonianze.

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