Quando Massa era considerata Provincia dell'Emilia

La storia è stata ripercorsa durante un convegno dell'Associazione Lunezia, che ha rilanciato la proposta di un collegamento veloce tra Fivizzano e la costa massese.

Sabato, 17 Luglio 2021 19:13

Il convegno sul progetto di collegamento veloce tra Fivizzano e il mare, che l'associazione Lunezia ha tenuto nei giorni scorsi nel giardino fivizzanese del palazzo Fantoni - Bononi ad iniziativa della sua vice presidente Nicla Ghironi, ha consentito di riflettere su un concetto singolare (singolare per noi, almeno), quello secondo il quale Massa sarebbe una "città dell'Emilia".

In effetti è così. Nel 1886, quindi un quarto di secolo dopo l'unità d'Italia, l'editore Edoardo Perino cominciò a pubblicare a Roma, a dispense settimanali, l'Enciclopedia popolare illustrata, primogenita di molte altre successive enciclopedie destinate al grande pubblico. Ebbene, alla voce "Massa", l'estensore del testo va subito al dunque, scrivendo: "Città dell'Emilia, già capitale del ducato di Massa e Carrara". Sarà facile osservare che, per un certo numero di anni, il disciolto ducato era stato annesso, insieme, tra alterne vicende, al resto della Lunigiana, ai possedimenti di Francesco IV duca di Modena. Ma nel 1859, con la seconda guerra d'Indipendenza, le cose erano mutate, il ducato di Modena era stato soppresso ed anche Pontremoli, che invece apparteneva a Parma, era tornato nel "solco" massese. Nondimeno, l'intera nuova provincia, suddivisa nei due circondari di Massa Carrara e di Pontremoli, continuò a lungo ad essere considerata appartenente all'Emilia, per quanto le regioni non avessero (sino alla Costituzione del 1948) rilevanza istituzionale, ma solo geografica.

Si può però comprendere come, in un contesto del genere, l'idea di collegamenti stradali veloci (se non anche ferroviari) tra Fivizzano e la costa massese sia stato, ed in parte sia ancora, un'idea non solo di dimensione provinciale, ma interprovinciale. Ora la proposta di un tracciato veloce, destinato ad uscire al mare da un tratto in galleria in prossimità dell'arco stradale sull'Aurelia, ai confini tra Carrara e Massa, è stata rilanciata a Fivizzano ad un anno circa di distanza dalla morte di Luigi Chinca, lo studioso e amministratore locale che a lungo ne fece una propria bandiera.

Il convegno di Lunezia, aperto da un saluto del presidente Rodolfo Marchini e da una relazione storico-culturale di Egidio Banti, ha voluto discuterne a voce alta." Nella consapevolezza che solo nuove infrastrutture, tra cui questa - checché ne dicano le regioni Toscana ed Emilia-Romagna, sempre molto tiepide sul punto -, salveranno dall'isolamento e garantiranno un futuro alle popolazioni di aree interne come la Lunigiana (ma non solo), il cui antico valore storico, del resto, fu sempre legato al fatto che nell'antichità i monti appenninici univano valli diverse, e non le separavano".

Sia Banti sia l'architetto Filippo Menconi di Carrara hanno ricordato ad esempio, oltre alla citata enciclopedia del 1886, come il formaggio di Luni, lodato da Marziale e da Plinio il Vecchio, scomparso dopo il terzo secolo sia ricomparso molto tempo dopo in pianura padana, con le prime forme del Grana parmigiano - reggiano. Il latte delle pecore di razza massese, ha spiegato Menconi riprendendo progetti agroalimentari di anni passati, risulta molto simile, del resto, a quello delle valli emiliane retrostanti, intorno a Castelnuovo Monti.

Al convegno, moderato da Nicla Ghironi, che non ha mancato di stigmatizzare l'assenza del sindaco di Fivizzano e di altri amministratori, hanno preso la parola, tra gli altri, Alessandro Domenichelli, della Lista civica Alternativa per il futuro di Fivizzano, Michael Santini, del comitato cittadino che sostiene la causa della nuova strada, l'architetto Menconi, che ne ha steso il tracciato sino a Cerreto Alpi, Alessandro Nironi Ferraroni, capogruppo al consiglio comunale di Scandiano (Reggio Emilia), Fabrizio Giromella, già consigliere comunale a Carrara e, per un saluto, il figlio dello scomparso Luigi Chinca e, a nome della proprietà attuale del palazzo, Eugenio Bononi.

L'associazione Lunezia, prendendo atto che nei giorni successivi al convegno, lo stesso consiglio comunale di Fivizzano ha preso in esame l'argomento, intende sostenere nei prossimi mesi l'obiettivo di far decollare il progetto.

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