Levanto: lo sportello di ascolto psicologico per tutti i plessi scolastici

di Cecilia Castellini – Le parole della psicologa-psicoterapeuta Agata Faramo, vincitrice del bando.

Giovedì, 25 Novembre 2021 15:51

A partire dall’anno scorso, a livello nazionale, sono stati stanziati dei fondi allo scopo di dare supporto psicologico alle Istituzioni scolastiche per rispondere a disagi e traumi derivanti dall’emergenza Covid-19 e per prevenire l’insorgere di forme di disagio o malessere psicofisico.

A Levanto il servizio di sportello psicologico esisteva da tempo, gestito dalla psicologa Beatrice Marasso in collaborazione con associazioni del territorio. Quest’anno invece è stato fatto un bando che è stato vinto da Agata Faramo che gestirà lo sportello per l’anno 2021/2022.

Il servizio sarà attivo fino a maggio 2022 con cadenza bimestrale, un giovedì sì e uno no, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17, presso uno spazio dedicato del Comune con accesso indipendente per garantire la privacy. Gli incontri saranno in presenza per chi è in possesso di green pass e online per chi non lo possiede.

A chi si rivolge questo servizio?

“È rivolto a tutto il personale scolastico – spiega la Dottoressa Faramo - ai docenti, ai genitori e su loro richiesta specifica agli studenti di tutti i plessi quindi sia scuola dell’infanzia che scuola primaria che scuola secondaria di primo grado. Per quanto riguarda i docenti loro possono anche richiedere di fare delle osservazioni in classe o degli interventi, per esempio se ci sono degli episodi di bullismo per cui può essere utile l’intervento dello psicologo. Ovviamente non avendo tantissime ore a disposizione devo porzionare tutte le richieste che devo dire sono tantissime, essendo così tanti i plessi e quindi i genitori”.

“Per l’appuntamento – prosegue- bisogna contattarmi via mail o telefonicamente ai recapiti presenti sul sito dell’Istituto Comprensivo. Ogni incontro è protetto dal segreto professionale e dal mio obbligo di rispetto del codice deontologico e della riservatezza dei contenuti che vengono discussi in ogni colloquio, sarà quindi richiesto di firmare un consenso informato. Sarò presente solo due giovedì al mese ma questa è un’indicazione generale perché per chi non potesse assolutamente il giovedì ci si potrà venire incontro con un colloquio online oppure in un giorno differente”.

Cosa si può fare durante gli incontri?

“L’obbiettivo dello sportello è quello di orientare e fare emergere una consapevolezza. Il primo step è individuare il problema e chiedersi quali sono le strade che si possono prendere. Possiamo svolgere insieme una singola seduta di consulenza oppure avviare un breve percorso di sostegno psicologico di 2-3 sedute, un percorso a termine riservato a raccogliere dubbi, difficoltà, criticità legate all’aria emotiva, scolastica, educativa o relazionale. La finalità è quella di costruire un momento di riflessione, di confronto e nuovi strumenti che potrebbero essere utilizzati per gestire la complessità delle situazioni che le persone stanno affrontando.
Per situazioni più delicate e richieste più strutturate, per le quali ci vuole anche un certo livello di alleanza con il terapeuta, si ragiona sulla possibilità di presa in carico da parte di servizi esterni”.

Perché, quindi, rivolgersi allo sportello?

“I motivi per i quali un genitore di un bambino di tre anni si rivolge è ovviamente diverso rispetto ad un ragazzo di terza media. Nel caso dei bimbi della scuola dell’infanzia si possono chiedere consulenze rispetto allo sviluppo tipico o atipico ad esempio linguistico o comunicativo, il raggiungimento dei prerequisiti che normalmente si attendono ad una certa età o per cambiamenti nella vita familiare come la nascita di un fratellino.
Relativamente alla fascia di età della scuola primaria ci si può rivolgere per chiarire dubbi o curiosità sui disturbi specifici dell’apprendimento o sulle prime modalità di approccio allo studio e riflettere sulla propria emotività. Per quanto riguarda i ragazzi della scuola secondaria di primo grado si possono chiedere consulenze rispetto alle relazioni con i pari, a problemi d’ansia, di isolamento sociale così come al rapporto con il proprio corpo”.

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