fbpx

Accedi al tuo account

Nome utente*
Password *
Ricordami

Cammino di Santiago, un percorso che inizia molto prima di fare il primo passo (prima parte) In evidenza

di G.E. - Una nostra lettrice ci racconta il suo viaggio e condivide con noi alcune delle tantissime emozioni vissute durante il percorso.

Secondo il Sistema Informativo della Salute Mentale appartengo alla categoria a rischio, le donne con più di 45 anni, che insieme con i giovanissimi, gli anziani ed i disoccupati, ha contribuito a far crescere del 30% rispetto al 2019 le diagnosi di disagio mentale. Mi sveglio la mattina in crisi di identità, di direzione e di significato, come la maggior parte delle mie coetanee con cui volentieri passo serate intere davanti ad uno Spritz: ricerchiamo, invano, spiegazioni plausibili sul perché la vita non è andata come ci eravamo aspettate. La narrazione contemporanea del successo e della performance a tutti i costi ci imbriglia, è un sortilegio che ci isola e ci paralizza. 

Ma io ho trovato un elisir all'infelicità: viaggio, appena ne ho l'occasione. 

Viaggio da sola perché ho imparato con l'esperienza che è il modo migliore per incontrare altre persone, sorprendenti, imprevedibili ed intriganti, capaci di regalarti uno spicchio di spiegazione su un pezzettino di mondo che arriva proprio al momento giusto, come quando ti fermi a bere dalla borraccia dopo il primo stacco di 100 scalini della scalinata del Persico. 

Avere il "coraggio" di stare da sola per un tempo prolungato, fuori dalla zona di conforto - anche se, ad essere sincera avere sempre in tasca l'Iphone e con il 4g dappertutto svilisce un po' il pathos della solitudine - insegna molte cose: a non sfuggire a sé stesse ed ai propri pensieri, ad osservare i dettagli, i profumi, gli odori, i suoni e le voci, per come sono esattamente in quel momento. 

Un'antropologa brasiliana che si batte per i diritti degli indigeni del Serrado – e chi sapeva che esisteva la savana in quel continente magico che è il Brasile - che ho conosciuto nell'Albergo del Pellegrino di Povoa de Varzim, la prima tappa dopo la città di Porto nel cammino portoghese della Costa verso Santiago di Compostela, mi ha spiegato che il cammino inizia molto prima di fare il primo passo: nasce come un desiderio, un richiamo. Un pellegrino romano, uno dei pochi italiani che ho incontrato, mi ha spiegato inoltre che nel cammino ci portiamo con noi tutte le persone che amiamo e non camminiamo solo per noi stessi. 

Ho iniziato il cammino di Santiago, o caminho, el camino, the way, prima negandolo e dicendomi che non faceva per me, che sono una viaggiatrice e non una turista: del resto lo fanno in troppi, la Spagna è dietro l'angolo e non è esotica.

Poi un sabato mattina, dopo una settimana di lavoro estenuante e l'ennesima aspettativa mal riposta nel genere umano, invece di gettare alle ortiche irrimediabilmente il mio tempo ruminando pensieri, ho cominciato a esplorare febbrilmente le decine, centinaia di siti e pagine social che parlano di Santiago, in tutte le lingue. Ho aperto la porta di un mondo nascosto dietro ad un armadio ed iniziato a prepararmi al viaggio. Sono andata sul sito della low cost di turno ed ho comprato il biglietto aereo per Porto per una cifra che altri mezzi forse non mi sarebbe bastata neppure per arrivare a Roma. Ho scoperto che esiste una rete di Albergue del Pellegrino, disseminati su tutto il cammino, nei quali è possibile dormire in camerata per una cifra compresa tra i 10 e i 15 Euro, dove c'è sempre una cucina nella quale prepararsi qualcosa da mangiare, con le docce e le lavatrici. Ho ipotizzato un budget giornaliero di circa 30 euro ed ho fatto mentalmente lo zaino per una camminata "lunga": essenziale, leggera come già cominciavo a sentirmi solo all'idea di partire. 

Il cammino era cominciato proprio lì.

Recita la storia cristiana che Santiago, in Italiano San Giacomo il maggiore, un umile pescatore figlio di Zebedeo e fratello di Giovanni Evangelista fu uno dei 12 apostoli, tra i più cari e vicini al Cristo. Dopo la risurrezione di Gesù lasciò la Palestina e predicò ed evangelizzò le comunità che incontrò nel suo cammino, fino ad arrivare nella penisola iberica, compiendo il mandato che Gesù stesso gli aveva affidato di "pescatore di anime". Fu il primo martire cristiano: decapitato a Gerusalemme nel 44 d.C. sotto il regno di Erode Agrippa I, i suoi discepoli ne trasportarono via mare le spoglie in Galicia, fino a quella che oggi è, appunto, Santiago de Compostela. La storia si intreccia e si confonde con la leggenda: si narra che i discepoli misero il corpo di Santiago su una barca senza timone, lasciando che la volontà divina guidasse il viaggio. La barca approdò miracolosamente sulla costa nord-occidentale della Spagna, a Iria Flavia, l'attuale Padrón (una delle tappe del caminho portoghese) e da lì a Compostela. Il nome di "Compostela" deriverebbe a sua volta dal latino "Campus Stellae", "campo delle stelle", secondo la leggenda per la quale un eremita scoprì il sepolcro di Giacomo seguendo le indicazioni della luce delle stelle nel IX Secolo. Da allora Santiago è la terza meta più importante di pellegrinaggio della cristianità, dopo Roma e Gerusalemme. 

Ci sono tanti percorsi che i pellegrini hanno battuto nei secoli: ll cammino francese che inizia a Saint-Jean-Pied-de-Port in Francia ed attraverso per più di 600 km il Nord della Spagna, il Cammino Primitivo che parte da Oviedo, lungo 315 km, considerato il cammino originale utilizzato dai primi pellegrini medievali, il Cammino Inglese, tradizionalmente battuto dai pellegrini che arrivavano via mare dall'Inghilterra e dall'Irlanda, solo per citarne alcuni. 

E' un po' la versione spagnola di "tutte le strade portano a Roma" e questo accresce il fascino per il viaggiatore, o meglio il pellegrino, perché qualsiasi cammino scelga avrà la possibilità la volta successiva di cambiare strada e ricominciare un'esperienza completamente nuova.

 

È GRATIS! Compila il form per ricevere via e-mail la nostra rassegna stampa.

Gazzetta della Spezia & Provincia non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio con una piccola donazione. GRAZIE

Vota questo articolo
(0 Voti)
Redazione Gazzetta della Spezia

Redazione Gazzetta della Spezia
Via Fontevivo, 19F - 19123 La Spezia

Tel. 0187980450
Email: redazione@gazzettadellaspezia.it

www.gazzettadellaspezia.it

Articoli correlati (da tag)

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Studio Legale Dallara

Informiamo che in questo sito sono utilizzati "cookies di sessione" necessari per ottimizzare la navigazione, ma anche "cookies di analisi" per elaborare statistiche e "cookies di terze parti".
Puoi avere maggiori dettagli e bloccare l’uso di tutti o solo di alcuni cookies, visionando l'informativa estesa.
Se invece prosegui con la navigazione sul presente sito, è implicito che esprimi il consenso all’uso dei suddetti cookies.