Il Premio Exodus 2020/2021 a Noemi Di Segni

Menzione speciale per Daniele Tommaso, scomparso di recente.

Giovedì, 06 Maggio 2021 15:43
Noemi Di Segni Noemi Di Segni

Quest'anno l'Amministrazione Peracchini non ha voluto rinunciare all'assegnazione del Premio Exodus 2020/2021 organizzando un'edizione on line che potrà essere seguita attraverso tutti i canali social del Comune della Spezia.

Il conferimento del Premio a Noemi Di Segni, Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della menzione speciale a Daniele Tommaso, purtroppo scomparso di recente, è stato proposto al Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dal Comitato Scientifico del Premio Exodus, nella persona di Marco Ferrari, giornalista e scrittore.

Noemi Di Segni, nata a Gerusalemme il 24 febbraio 1969, dal luglio 2016 ricopre la carica di Presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane. Coordinatrice dei rapporti internazionali dei commercialisti, nata a Gerusalemme e romana di adozione, Noemi Diegni è stata per quattro anni assessore al Bilancio dell'Ucei e dal 2016 ne è diventata Presidente.

"Il Premio Exodus – ha dichiarato il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini - è parte del DNA della Città della Spezia, e sebbene siamo stati costretti a rimandarlo nel 2020 a causa del Covid-19, recuperiamo quest'anno con il contributo di Noemi Di Segni, Presidente dell'Unione Comunità Ebraiche Italiane e un tributo al regista Daniele Tommaso, recentemente scomparso proprio a causa di questa terribile pandemia - dichiara il Sindaco Pierluigi Peracchini - due eventi online complementari ma determinanti per diffondere e promuovere la cultura della solidarietà e dell'accoglienza che hanno sempre contraddistinto la nostra Città, Porta di Sion: il 13 maggio abbiamo dato il Patrocinio alla proiezione online del film di Daniele Tommaso Terra promessa che a causa della pandemia non ha potuto trovare spazio di distribuzione, mentre il 25 maggio, in streaming, sarà premiata Noemi Di Segni con il Premio Exodus e con un tributo al regista, menzione speciale 2020/2021, che nel suo ultimo film ha focalizzato l'attenzione proprio sull'esodo ebraico dal territorio spezzino. Un sentito ringraziamento a Marco Ferrari che ci è sempre al fianco a supporto del Premio Exodus."

"E' un'edizione particolare quella del Premio Exodus di quest'anno - ha dichiarato Marco Ferrari ideatore del Premio - perché segnata dalla pandemia, ma anche dalla prematura perdita di Daniele Tommaso che, con il suo film, ha ripercorso le tappe della migrazione ebraica ed in particolare in ruolo svolto dalla comunità spezzina nel dopoguerra quando ben 25 mila ebrei partirono da qui per raggiungere la Terra dei Padri. La Lectio Magistralis di Noemi Di Segni darà continuità d'intenti a una iniziativa che non vuole essere solo un premio, ma un segno identitario della città. Per questo, a mio giudizio, occorrerebbe far conoscere di più alle scuole i motivi che hanno portato la città della Spezia ad essere insignita della medaglia d'oro al merito civile per l'aiuto prestato ai profughi ebrei."

Noemi Di Segni ha così accolto il riconoscimento del Premio Exodus 2020/2021:

"È con grande sorpresa e commozione che ho appreso di ricevere questo riconoscimento e non posso che apprestarmi ad agire da tramite per attribuirlo idealmente a chi ho conosciuto attraverso racconti di famiglia, pagine dei libri di storia e documenti, a che si è prodigato per la salvezza altrui, fisica e spirituale e a tutti coloro che hanno saputo diffondere i valori della solidarietà e dell'amicizia tra i popoli, proseguendo l'agire illuminato di quei cittadini spezzini che subito dopo la guerra scelsero di soccorrere e sostenere i superstiti della Shoah, che anelavano di raggiungere la Terra d'Israele. E' per conto loro che sono qui presente. Questo premio rappresenta altresì un legame ideale congiunge Israele e La Spezia, terre di millenaria memoria - Il popolo d'Israele e La Spezia sono uniti dal passato, guardano al futuro insieme, anche forti delle tante iniziative organizzate insieme in questi anni, con le Comunità ebraiche."

"È con grande commozione che riceviamo la menzione Speciale del Premio Exodus per il documentario "Terra Promessa" girato da mio marito Daniele Tommaso, scomparso lo scorso aprile dopo aver combattuto a lungo contro la malattia. Ha dichiarato Letizia Monti Tommaso. E' motivo di grande onore ricevere un tale riconoscimento e a nome della mia famiglia ci tengo a ringraziare il Sindaco Pierluigi Peracchini e la Città della Spezia. Uno dei momenti più toccanti del documentario è proprio il racconto della straordinaria solidarietà e umanità dimostrata nel 1946 dai cittadini spezzini che accolsero e sostennero con tutti i mezzi a disposizione i sopravvissuti della Shoah che, scesi in Italia, desideravano salpare alla volta della Terra Promessa nonostante il blocco imposto dalle autorità britanniche. Un tale esempio di umanità e fratellanza deve essere ricordato in particolare in una fase così complessa come quella attuale in cui rigurgiti antisemiti, discriminazione ed episodi di violenza sono sempre più frequenti. Come Daniele sperava, desideriamo che questo documentario possa contribuire a seminare un sentimento di solidarietà, di umanità e rispetto reciproco tra i popoli."

Programma:

Il Premio Exodus si svolgerà in due pomeriggi.

La prima giornata si terrà il 13 maggio ORE 21.00 con la proiezione on line del film di Daniele Tommaso "Terra Promessa" prodotto da Istituto Luce Cinecittà, con il sostegno del Mibact promosso da As.S.E.T. e con il Patrocinio di UCEI, Museo Nazionale del Cinemainvita e Comune della Spezia. Per assistere alla proiezione gratuita del film è necessario prenotarsi entro il 12 maggio alla seguente mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .Una volta effettuata la registrazione verrà inviato un link dal quale si potrà assistere alla proiezione del film.

La seconda giornata invece avrà luogo il 25 maggio. Alle ore 18 quando sarà conferito a Noemi Di Segni il Premio Exodus 2020/2021 e la menzione speciale alla memoria di Daniele Tommaso. Aprirà la giornata il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini con i saluti istituzionali e a seguire l'intervento di Letizia Monti Tommaso moglie del regista e che introdurrà un video realizzato dal marito. Seguirà la lectio magistralis di Noemi Di Segni. A moderare il la giornata sarà l'ideatore del Premio, il giornalista Marco Ferrari. Anche in questo caso sarà trasmessa la diretta sui canali social Istituzionali del Comune della Spezia Facebook e YouTube.

I PROTAGONISTI

NOEMI DI SEGNI

Noemi Di Segni è l'attuale Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (mandato 2016-2020), nel precedente mandato ha ricoperto il ruolo di Assessore al Bilancio. L'Unione delle Comunità ebraiche Italiane (UCEI) è l'ente nazionale che rappresenta l'ebraismo italiano, con le 21 Comunità ebraiche dislocate sul territorio nazionale. L'UCEI cura e tutela gli interessi religiosi degli ebrei in Italia; promuove la conservazione delle tradizioni e dei beni culturali ebraici; coordina ed integra l'attività delle Comunità ebraiche; mantiene i contatti con le collettività e gli enti ebraici degli altri paesi.

L'UCEI riconosce la centralità dello Stato d'Israele per l'identità ebraica contemporanea e lavora per il rafforzamento dei rapporti con Israele, con la Diaspora e con ogni altro ente e organizzazione ebraica, in rappresentanza dell'ebraismo italiano. Di Segni è anche Presidente della Fondazione Graziadio Isaia Ascoli, ente dedicato alla trasmissione della cultura e della lingua ebraica e dell'Associazione Yad leyad, associazione per il sostegno reciproco in caso di emergenza. In passato è stata tesoriere di Ort Italia e della Fondazione del Museo ebraico di Roma. Nata in Israele, dopo il servizio militare ha deciso di venire in Italia. Ha tre figli che vivono ora in Israele. Attualmente lavora come capo segreteria del Presidente del Consiglio Nazionale Dottori commercialisti.

DANIELE TOMMASO

Daniele Tommaso è regista e produttore di lungo corso. Ha diretto produzioni per la RAI tra cui Novità celesti – Galileo e gli astri e Effetto moda – Nascita della moda italiana. Nel 1983 fonda a Firenze con Donatella Scilla la casa di produzione VIDEOCAST srl realizzando produzioni per la televisione, arte e cultura, la moda e enti locali. Tra i lavori più significativi si segnala per la serie RAI "Viaggio intorno all'uomo", "Prima della prima". "Raiuno grandi mostre". Ha diretto il docufilm Terra Promessa che è stato prodotto dall'Istituto Luce Cinecittà che ha per oggetto la diaspora ebraica a seguito della liberazione dei campi di concentramento nazisti.

TERRA PROMESSA , il docufilm di Daniele Tommaso prodotto dall'Istituto Luce Cinecittà

Direzione della fotografia Iari Marcelli, montaggio Angelo Musciagna, musica Valerio Vigliar. I testimoni: Orli Bach Arazi, Gabriel Bach, Ruth Bach, Hanovc Bartov, Itzchak Belfer, Elezier Biger, Rivka Cohen, Haim Confino, Aharon Adolfo Croccolo, Rywka Feingold-Tichauer, Delmo Giovannelli, Oder Laor, Abraham Lewkowicz, Sara Lewkovicz, Maria Luisa Mayer, Yaakov Meriash, Itzchak Miler, Elena Morpurgo, Lea Nahum, Alon Navot, Daniele Nissim, Yaakov Pelech, Shmuel Pelleg, Yaakov Raiter, Rachel Gratz Ronen, Zeev Ronen, Max Vilhem, Vittorio Zanardi. Gli esperti : Paolo Bosso, Marco Cavallarin, Raimondo Domenig, Sandro Fascinelli, Mario Ferrari, Gruppo Samuel, Irit Keynan, Alon Klivanov, Arturo Marzano, Nir Maor, Mario Mennonna, Martina Ravagnan, Zehavit Rotenberg, Eugenio Scheck, Daphna Sharfman, Francesco Terzulli, Mario Toscano, Idith Zertal.

Sinossi

Il Mediterraneo, "Mare nostrum" di genti in transito alla ricerca di nuove sponde e di un futuro migliore. Oggi come ieri. Il Mediterraneo, nell'immediato dopoguerra attraversato da un popolo in fuga, reduce dalla sua più grande tragedia e disposto a tutto pur di ritornare alla terra lasciata 2000 anni prima. Quello degli ebrei scampati alla Shoah, che, prima perseguitati, poi rifiutati dall'Europa, salparono in massa dalle nostre coste per raggiungere clandestinamente la Palestina, o come preferivano chiamarla, Eretz Israel, la terra di Israele. Un paese, l'Italia, devastato dalla guerra ma disposto a offrire loro rifugio e a permetterne la partenza dai suoi porti per farsi perdonare l'infamia delle leggi razziali di pochi anni prima. Una potenza occupante, sia in Italia che in Palestina, la Gran Bretagna, che si oppose con tutte le forze a questo esodo di massa per non contrariare gli arabi in rivolta che temevano di diventare minoranza in quel paese. Una organizzazione segreta, il Mossad le Aliyah Bet, progenitore del famoso servizio di intelligence israeliano, incaricata da Ben Gurion di portare in Eretz Israel il maggior numero di ebrei della diaspora e spingere la comunità internazionale ad approvare la nascita dello stato di Israele.

Due capi di grande intelligenza e audacia: Yehuda Arazi e Ada Sereni. Lui, soprannominato "il re degli stratagemmi", ricercato dagli inglesi che avevano messo una taglia sulla sua testa per aver rubato armi in quantità dai depositi britannici per conto dell'Haganà. Lei alto borghese romana d'origine, espatriata negli anni 20 in Palestina, dove aveva fondato insieme al marito Enzo, un eroe del sionismo, il kibbutz Givaat Brenner, e ora pronta ad usare tutte le sue conoscenze italiane per aiutare la causa. Abbiamo incontrato, esperti e testimoni diretti e indiretti, come i discendenti di Yheuda Arazi, e Ada Sereni; e ripercorso i luoghi di questa vicenda, un giallo politico intricato e appassionante, ma anche una toccante storia umana.

PREMIO EXODUS 2020/2021 – MENZIONE CITTADINA

DISCORSO DANIELE TOMMASO RILASCIATO PER L'EDIZIONE 2020

Quando circa due anni fa ho capito pienamente l'importanza della storia dell'Aliyah Bet dall'Italia, la sua estensione territoriale, le conseguenze che ha avuto nella nostra storia e in quella di Israele, mi sono subito chiesto perché non fosse mai stata raccontata. Una storia positiva, una storia di solidarietà, che, se certo non può far dimenticare l'infamia delle leggi razziali emesse solo otto anni prima, dimostra almeno come l'Italia, il suo popolo e i suoi governanti dopo la caduta del fascismo, non fossero razzisti.

In questo senso l'episodio della Spezia, il "La Spezia Affaire", nato per un colossale equivoco, fu l'episodio chiave di tutta l'Aliyah Bet, la seconda grande immigrazione degli ebrei della diaspora europea verso Eretz Israel, la terra di Israele. Il fermo nella primavera del 1946 a Sarzana da parte della polizia italiana di un convoglio di poco più di 1000 ebrei sopravvissuti alla Shoah, scambiati per nazifascisti in fuga lungo la famosa "via dei ratti" e il blocco delle navi che li avrebbero portati in Palestina al molo Pirelli di La Spezia, provocò l'istintiva, immediata solidarietà degli spezzini, appena scesi dalle montagne dove si erano rifugiati per scampare ai terribili bombardamenti alleati. Quei popolo derelitto stava peggio di loro e fu istintiva e immediata la solidarietà verso quella gente che manifestava una volontà ferrea e disperata di raggiungere Eretz Israel, la terra di Israele, fuggendo da un Europa che prima li aveva perseguitati e sterminati, ora non li voleva più sul proprio territorio. E per ottenere l'autorizzazione a partire dagli inglesi, mandatari in Palestina e nostri occupanti in regime armistiziale, avevano proclamato lo sciopero della fame a oltranza. Salpare alla volta della Palestina o morire tutti lì sul molo Pirelli. Anche il governo italiano di Alcide De Gasperi lavorava tacitamente in favore dei profughi ebrei e li aiutò moltissimo a realizzare il loro scopo.

La città di La Spezia dunque mostrò un senso di comunanza e di solidarietà che nel 2006 le valse la medaglia al Merito Civile da parte dell'allora Presidente della Repubblica Azelio Ciampi. Nel campo ebraico poi, l'evento di La Spezia, come dice brillantemente la storica Idith Zertal nel film, rappresentò un evento unico e importantissimo nella storia del sionismo. Per la prima volta infatti, attraverso il travestimento di Yehuda Arazi, capo del Mossad le Aliyah Bet in Italia, l'antenato del leggendario Mossad, che per salire sulla nave bloccata al molo Pirelli e capeggiare la rivolta dei profughi proclamando lo sciopero della fame, finse di essere il profugo Joseph La Paz, si unirono simbolicamente gli ebrei dello Yshuv, la comunità Ebraica di Palestina, e la Diaspora. Bisogna considerare che gli ebrei di Palestina non amavano quelli della Diaspora, così diversi da loro: borghesi, intellettuali, amanti del bel vivere quest'ultimi, lavoratori manuali indefessi, agricoltori bruciati dal sole della Palestina, utopisti e amanti della vita in comune gli altri. Ma Yehuda Arazi, simbolicamente riunì i due corpi ebraici in uno solo: l'uomo nuovo israeliano che riuscirà a difendere la nuova patria nella guerra di Indipendenza del 1948.

La vicenda dell'Aliyah Bet ha riguardato comunque tutto il territorio nazionale, dalle Alpi alle Puglie, perché i campi di raccolta delle migliaia di profughi ebrei, provenienti dall'Europa centro orientale e in attesa di partire dalle nostre coste per Eretz Israel con le navi clandestine del Mossad, erano disseminati in tutta l'Italia. E dal punto di vista organizzativo di enorme importanza fu l'apporto del braccio destro di Yehuda Arazi, l'ebrea romana Ada Sereni, giunta in Palestina insieme al marito Enzo, un eroe del sionismo, che dette al suo capo un aiutò fondamentale nei rapporti diplomatici con le autorità italiane. La storia dell'Aliah Bet dall'Italia nell'immediato dopoguerra ha troppi punti in comune con le situazioni di oggi per non valere la pena di essere raccontata.

STORIA DI EXODUS

Il Premio Exodus. Il Premio Exodus nasce nel 2000 con lo scopo di celebrare, sempre con uno sguardo tra memoria e riflessione sul presente, la straordinaria pagina civile di cui La Spezia è stata protagonista. Il Premio Exodus è un riconoscimento a figure che si sono spese nel campo della solidarietà e della interculturalità e che abbiano offerto un contributo significativo nell'ottica del dialogo internazionale. Hanno ricevuto il Premio Exodus: Moni Ovadia, Elena Lowenthal, Gad Lerner, Emanuele Luzzati, Amos Luzzato, Predgrav Matvejevich, Clara Sereni, Yossi Harel (comandante della nave Exodus), Daniel Oren, Corrado Augias, Massimiliano Fuksas e David Grossman, Shirin Ebadi, Monsignor Vincenzo Paglia, Paolo Mieli. Il Premio Exodus, organizzato dal Comune della Spezia, dal 2010, vede, oltre quello della Regione Liguria, il patrocinio dell 'U.C.E.I (Unione Comunità Ebraiche Cristiane).

Dall'edizione 2014, avvenuta sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il Comune della Spezia ha deciso di collocare il Premio nella data della partenza delle navi dal porto della Spezia, l'8 maggio al fine di consolidare nel calendario civile della città. Nel 2014, il Premio Exodus, che si è arricchito della partnership della Fondazione Italia Israele per la Cultura e le Arti (Fondazione IIFCA), è stato conferito al l kibbutz Ramot Menashe, nato nel luglio 1948, a seguito dell'indipendenza di Israele. I suoi 64 fondatori, sopravvissuti all'Olocausto in Polonia, giunsero in Italia nel 1946 e l'8 maggio di quell'anno partirono dal porto della Spezia alla volta della Palestina. Nel 2015 è andato a Paolo De Benedetti, nel 2016 al Presidente Emerito Giorgio Napolitano e nel 2017 al giornalista e scrittore Maurizio Molinari.

La storia di Exodus. Dall'estate del 1945 alla primavera del 1948 oltre ventitremila ebrei riuscirono dalle acque della Spezia a lasciare clandestinamente l'Italia diretti in Palestina. La potenza mandataria della Palestina, la Gran Bretagna, aveva infatti emesso il Libro Bianco del 17 Maggio 1939 per regolamentare l'afflusso controllato in Palestina di soli 75 mila ebrei in 5 anni. Una misura che fu messa in crisi dalla drammatica situazione europea e contrastata con ogni mezzo dal Mossad Le Aliyà Bet (Istituto per l'immigrazione illegale sorto nel 1938). A partire dal Maggio 1945 una notevole corrente di ebrei cominciò ad affollare la Penisola e il Mossad Le Aliyà Bet inviò un responsabile in Italia con base a Milano, Yehura Arazi. Altri membri del Mossad furono inviati in Italia tra i soldati della brigata ebraica al seguito degli alleati.

La prima nave di profughi, il Dallin (già Sirius) partì da Monopoli il 21 Agosto 1945 con soli 35 immigrati a bordo. La questione dell'immigrazione ebraica scoppiò come caso internazionale nel Maggio 1946: l'epicentro della crisi divenne il porto della Spezia dove erano in allestimento due imbarcazioni, la Fede di Savona e il motoveliero Fenice, pronte a trasbordare 1014 profughi. Quell'operazione godette dell'aiuto di tutta la città della Spezia, già stremata dalla guerra e distrutta dai bombardamenti. Proprio il sostegno della gente, resistenza dei profughi, intervento dei giornalisti di tutto il mondo e la visita a bordo di Harold Lasky, presidente dell'esecutivo del Partito Laburista britannico, costrinsero le autorità londinesi – le cui navi bloccavano l'uscita dal porto della Spezia – a togliere il blocco alle due imbarcazioni che salparono dal molo Pirelli a Pagliari alle ore 10 dell'8 Maggio 1946.L'accoglienza della comunità e la solidarietà delle autorità spezzine convinsero gli organizzatori del Mossad a puntare sulla Spezia con operazioni di maggior peso. Così nella notte tra il 7 e l'8 Maggio 1947 la nave Trade Wins/Tikya , allestita in Portogallo, imbarcò 1414 profughi a Portovenere.

Nelle stesse ore era giunta nelle acque del golfo della Spezia, proveniente da Marsiglia, la nave President Warfield, un goffo e pesante battello adatto a portare turisti giù per il Potomac, da Baltimora a Norfolk in Virginia. La nave venne ristrutturata nel cantiere dell'olivo a Portovenere per la più grande impresa biblica dell'emigrazione ebraica: trasportare 4515 profughi stipati su 4 piani di cuccette dall'altra parte del mediterraneo. L'imbarcazione divenne un simbolo, prese il nome di Exodus, raggiunse le coste della Palestina, venne attaccata dagli inglesi e avviò la nascita dello stato di Israele con tutte le conseguenze che sappiamo. A narrarci le peripezie dei profughi dello sterminio ebreo ci ha pensato nel 1958 Leon Uris con il celebre romanzo Exodus, tema ripreso nel libro il comandante dell'Exodus di Yoram Kaniuk.

A Exodus è dedicato anche un bellissimo film del 1960 di Otto Preminger interpretato da Paul Newman, Peter Lawford ed Eva Marie Saint.La Exodus mosse dal golfo della Spezia ai primi di Luglio del 1947, sostò a Port-de-Bouc, caricò a Séte, fu assalita e speronata dai cacciatorpedinieri britannici davanti a Kfar Vitkin.Ci furono morti a bordo, gente che era sopravvissuta ai lager e che finì i suoi giorni a due passi dalla speranza nelle acque tra Netanya e Haifa. Dopodiché gli inglesi rimandarono i profughi ad Amburgo al campo di Poppendorf, un ex lager trasformato in campo di prigionia per gli ebrei. Il nome di Exodus da allora significò il desiderio di giustizia per l'emigrazione ebraica. Ma solo con la fine del mandato britannico i profughi sarebbero potuti tornare in Palestina.La Fede, il Fenice e la Exodus si mossero tutte dal golfo della Spezia, una dicitura che non compare nelle carte geografiche israeliane.

La Spezia in Israele è infatti indicata col nome di "Schàar Zion" Porta di Sion. Nel nome di Exodus la città della Spezia porta nel Mediterraneo l'idea della pace e della convivenza Il 25 Aprile 2006 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito al Comune della Spezia la medaglia d'oro al merito civile per l'aiuto prestato dalla popolazione spezzina ai profughi ebrei scampati alla seconda guerra mondiale.

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