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La compagnia Ordinesparso torna sul palco e prepara la seconda edizione di "Esseri illuminati dalla luna" In evidenza

Il 6 dicembre agli Impavidi un omaggio a Frankenstein di Shelley.

Mercoledì 6 dicembre alle ore 21 al Teatro degli Impavidi di Sarzana andrà in scena lo spettacolo teatrale "Scintille. Uomo nuovo", creato dalla compagnia teatrale Ordinesparso. Per interpretare quest'opera, liberamente ispirata al capolavoro di Mary Shelley, saliranno sul palcoscenico Jonathan Lazzini, Chiara Bruschi, Manuel Apice e Giovanni Berretta, che dopo questa serata sveleranno il programma del festival "Esseri illuminati dalla luna", (2-7 gennaio), in procinto di partire con la sua seconda edizione.

Lo spettacolo presentato dall'associazione culturale Ordinesparso parte da un "problema": "Prometeo rubò il fuoco agli Dei, Giordano Bruno venne arso vivo e Galileo Galilei discredette le sue teorie, seppur corrette, per evitare di essere bruciato. Come loro, molti altri pensatori e studiosi, filosofi, artisti appartenenti ad ogni epoca storica: da Van Gogh a Picasso, da Pasolini a Pavese vissero le loro vite 'bruciando' per l'arte e la cultura. Al giorno d'oggi tutti sono convinti di valere qualcosa. Tutti sono convinti di essere migliori, più acculturati, più talentuosi, più desiderosi o anche semplicemente più pronti degli altri. L'uomo degli anni 2000, ormai 2020, sogna che il suo nome venga ascritto nel tempio dei Grandi. Sogna di essere ricordato, di evitare l'oblio, di raggiungere una fama sempiterna. Ognuno è convinto di essere unico, originale, qualcosa che il mondo mai prima di lui ha conosciuto: crede di avere idee inedite, nuove, mai scritte. Ma non si limita a questo: analizzando le cronache e le riflessioni sociali del momento, compaiono molti individui disposti a piegare, a scontrarsi, a superare. La forza è diventata l'arma, il vero soggetto della vita degli uomini potenti. Il ricatto, la strumentalizzazione della paura, la vendetta. Come bambini capricciosi giocano a dadi con le sorti del mondo e la risposta che ricevono è uno 'specchio riflesso': la violenza è diventata l'unico alfabeto di cui disponiamo. Affacciandoci al mondo, scoppiano alla vista miliardi di scontri. Sia nel piccolo sia nel grande, tutti si scontrano con i denti, mordono, fanno male, tutti sono pronti a rivendicare la propria idea: ad uccidere l'altro. Quando l'unico vero grande problema è la paura. E quante volte abbiamo provato a nasconderci dietro un telo?

Ed analizza una "ipotesi": "Ammesso che l'uomo sia all'altezza delle sue aspettative e riesca a raggiungere i suoi obiettivi, dove lo porterà questa superbia? Se veramente fosse all'altezza di un semidio, se riuscisse a creare un nuovo mondo partendo dalla sua intelligenza, se arrivasse addirittura alla creazione di una vita (seppur artificiale), dove si manifesterebbe questo progresso? Come il mondo ne uscirebbe cambiato? Come raccontare questa storia?

Per proporre una "tesi": "Abbiamo lavorato, prima di tutto ad un livello puramente fisico, sulla paura. Sulla forma della paura, sulle reazioni del corpo, sul cambiamento della voce: il suono esce talvolta strozzato, urlato, sussurrato. Abbiamo lavorato sul necessario, sulla nudità ed essenzialità dei movimenti, dei testi, della scenografia. Abbiamo lavorato sulle ragioni dell'essere umano, sulle passioni che lo vivono e, tra queste, abbiamo ri-scoperto la musica. Abbiamo dato una melodia al nostro stato d'animo, al nostro muovere e parlare. Abbiamo fatto uscire il mostro che era dentro di noi: abbiamo sconfitto la paura del buio.

Ed infine una "soluzione": "Il nostro spettacolo non è la storia di un mostro, di una creatura terrificante, o di un Prometeo moderno che ha sfidato ogni accordo nel nome di un bene maggiore, ma è la storia di ognuno di noi. È la storia intrinseca all'uomo che si spaventa da solo.


Lo spettacolo dura 50 minuti.

 

CHIARA BRUSCHI è un'allieva del classico teatrale.

JONATHAN LAZZINI, nato a Sarzana, vive a Milano, dove ha recentemente conseguito il diploma alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano. Attore e drammaturgo, è attualmente impegnato in varie produzioni teatrali. È inoltre socio di Situazione Drammatica, associazione fondata da Tindaro Granata per lo sviluppo della drammaturgia italiana contemporanea.

MANUEL APICE (1995) è la somma delle sue domande senza riposta, la voce del suo masochismo; fa a pugni con tutto ciò che abusato, ma la nicchia gli sta stretta. Per trovare la giusta dimensione alla sua musica, ha intrapreso tre tour (per un totale di oltre 100 date) nei principali club e festival della Penisola, e ha pubblicato due dischi per La Clinica Dischi ("BELTEMPO" e "Attimi di sole"). Ha vinto il Premio Fabrizio De André 2019 seguito dal Premio Bindi 2022, entrambi alla miglior canzone. Attualmente è al lavoro sul suo terzo disco, in pubblicazione nel 2023: "Rumore bianco" (feat. Rareș) è il primo singolo estratto, in uscita il 16.6.2023.

GIOVANNI BERRETTA, attore e registra teatrale, direttore e ideatore di Ordinesparso, organizzatore e curatore di rassegne teatrali.

 

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