Coldiretti lancia l'SOS miele In evidenza

E mette in guardia i consumatori: "Attenzione al falso Made in Italy".

 

Lunedì, 30 Agosto 2021 14:16

 

Il clima pazzo sconvolge la natura con l’addio ad un vaso di miele Made in Italy su quattro per il crollo di circa il 25% della produzione nazionale in un 2021 segnato in media da quasi due eventi estremi al giorno tra siccità, bombe d’acqua, violente grandinate e gelo che hanno compromesso pesantemente la vita delle api. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati della banca dati dell’European Severe Weather Database (Eswd).

L’andamento climatico anomalo con l’inverno bollente, il gelo in primavera ed una estate divisa tra caldo africano, siccità e violenti temporali hanno distrutto le fioriture e creato gravi problemi agli alveari con le api che non hanno la possibilità di raccogliere il nettare.

In Liguria il maltempo di aprile e, soprattutto, l’abbassamento delle temperature, ha fatto sì che le api fermassero il loro lavoro proprio in un momento importante e ha costretto gli apicoltori a ricorrere, in alcuni casi, a nutrimenti d’emergenza. In particolare, a farne le spese nel levante della regione, ma anche nel savonese, è la produzione di miele d’Acacia ed il millefiori, in quelle aree dove il gelo ha colpito le piante in un momento di sviluppo più avanzato, ma non va meglio per il ciliegio: le perdite subite per le piante di ciliegio in piena fioritura si ripercuoteranno sulla produzione anche di questa tipologia.

“Le difficoltà delle api – afferma il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - sono un pericolo grave per la biodiversità considerato che, oltre per la produzione di miele, sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente e servono al lavoro degli agricoltori con l’impollinazione dei fiori. In media una singola ape visita in genere circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di visite floreali per produrre un chilogrammo di miele. Il miele per la Liguria rappresenta una produzione di pregio, sicura e garantita che, negli ultimi anni ha visto crescere del 40% le imprese professionali, superando le 800 unità, mentre gli apiari sono stati incrementati addirittura dell’80%. Nella nostra regione si producono storicamente mieli pregiati, che vanno da quello di castagno prodotto nell’entroterra ligure, al miele di acacia, per arrivare alle tipologie di carattere più commerciale come il millefiori, fino a produzioni più particolari come quello di erica o di melata. La qualità resta elevata, ma il rischio è che ci sia solo più la produzione di miele di castagno e questo incrementa ulteriormente l’arrivo massiccio di miele dall’estero che, spesso, di miele ha ben poco".

"A far concorrenza al miele Made in Liguria non è solo la Cina - aggiungono Boeri e Rivarossa - ma anche l’Est Europa da cui proviene una gran quantità di miele a basso costo e che non rispetta i nostri standard qualitativi. Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità, occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica”.

"Con la conversione in legge del D.L. 25 maggio 2021 n 73 art 71, cosiddetto “Sostegni bis”, sono stati ottenuti per il settore apistico cinque milioni di euro per fornire un aiuto economico agli apicoltori che hanno subito pesanti danni a seguito delle “brinate, gelate e grandinate eccezionali nei mesi di aprile, maggio e giugno 2021. “Le risorse stanziate però non risultano sufficienti – concludono - rispetto ai danni subiti dal settore apistico durante il 2021 per effetto degli eventi climatici anomali”.

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