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Peracchini: "Ricordare rafforza la consapevolezza che il male non è mai banale e prende forza nell'indifferenza" In evidenza

Il discorso del Sindaco della Spezia tenuto nel corso della seduta del Consiglio Comunale Straordinario per il Giorno della Memoria.

Care concittadine, cari concittadini, signor presidente, colleghi consiglieri, delegati degli enti e delle pubbliche amministrazioni, autorità militari, civili e religiose, rappresentanti delle associazioni presenti,  rivolgo a voi il saluto dall'Amministrazione comunale e mio personale in questo giorno particolare che resta un necessario momento di riflessione ed un baluardo a difesa di quei principi che compongono, nell'espressione più elevata, il concetto di umanità.

Sono passati quasi vent'anni da quando l'Assemblea generale delle Nazioni Unite celebrò il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine della Shoah, sancendo la data del 27 gennaio quale giornata mondiale per commemorare le vittime di quella tragedia che ha segnato la nostra storia.

Per questo il nostro Parlamento nel 2000 ha promulgato la legge che riconosce in ogni 27 gennaio la “Giornata della Memoria” a ricordare e riconoscere l’enorme abominio di un periodo buio dove il valore della vita umana è stato calpestato.

Una data che dovrebbe segnare un confine della memoria, affinché simili eventi non possano mai più accadere.

Nel giorno consacrato alla memoria delle vittime della Shoah e delle persecuzioni razziali, nel giorno destinato al ricordo delle donne e degli uomini che hanno subito la violenza e l’oppressione dell’ideologia nazi-fascista, il nostro pensiero deve comunque raggiungere tutti coloro che, in ogni momento della storia, in qualunque luogo, hanno visto negata, umiliata e calpestata la propria dignità, la propria identità e la propria appartenenza religiosa, etnica, politica e civile.

Eppure ancora oggi parole come sterminio, deportazione, odio razziale, persecuzione e vittime innocenti sono comunemente utilizzate per raccontare, spesso con una freddezza inumana, la quotidianità dei nostri giorni.

Oggi commemoriamo la memoria di milioni di persone, cittadini spezzini, cittadini europei che furono vittime dell'olocausto voluto dalla mostruosità del nazifascismo. Lo abbiamo fatto questa mattina, con gli studenti nel comprensorio del 2 Giugno, lo abbiamo fatto con la posa delle corone nelle tante lapidi che segnano i nostri quartieri, lo faremo lunedì con la posa delle pietre d'inciampo per ricordare le vittime deportate nei campi di concentramento.

Lo facciamo con lo spirito che ci arriva dagli insegnamenti della nostra costituzione, lo facciamo in una provincia insignita della medaglia d'oro al valor militare e in una città medaglia d'argento al valor militare proprio per il riscatto che gli spezzini ebbero nei confronti di quella barbarie, lo facciamo come la comunità a cui è stata attribuita una medaglia d'oro al merito civile per quello che i nostri padri fecero nell'accogliere e assistere i profughi ebrei scampati ai lager nazisti, lo facciamo perchè le fondamenta della nostra identità sono costruite su quei valori che parlano di libertà, uguaglianza e diritti.

La lezione che avremmo dovuto apprendere è quella che doveva portarci verso un mondo migliore, più giusto, più umano, verso un vivere mai più dominato dalla violenza, dalla sopraffazione, dalle discriminazioni, dal razzismo, dalle aggressioni e dalla guerra, verso una società che non inneggia alla superiorità razziale, all'intolleranza o al fanatismo.

Eppure, mentre ogni anno ci interroghiamo sul passato, ponendoci una domanda fondamentale: “come è potuto accadere tutto questo?”, non possiamo non guardare a ciò che accade nel mondo e non possiamo non sentirci responsabili.

Questa buia tappa della storia dell’umanità, di cui oggi facciamo memoria, deve quindi farci costantemente riflettere sul valore di quei principi libertari di uguaglianza, rispetto e tolleranza su cui si regge la nostra democrazia.

Perché la pace, quale valore supremo ed inclusivo, si costruisce ogni giorno ed il giorno della Memoria non deve è soltanto una ricorrenza, ma deve essere un monito costante per ognuno di noi.

Lo dobbiamo alle vittime innocenti di quei terribili giorni, ma, soprattutto, lo dobbiamo verso noi stessi per la responsabilità che abbiamo nei confronti delle nuove generazioni.

La memoria è un valore collettivo. Ricordare rafforza la consapevolezza che il male non è mai banale e prende forza nell'indifferenza, oggi come ott'anni fa!


Pierluigi Peracchini
Sindaco della Spezia

 

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