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Melley su ex Sio: "Bisogna avere coraggio, senza cercare ridicoli alibi come invece stanno provando a fare Peracchini ed i suoi mediocri sodali!" In evidenza

Riprendiamo il post Facebook pubblicato dal consigliere Guido Melley.

"La nostra città non ha davvero bisogno ne' di nuovi centri commerciali ne' di strutture della Media e Grande Distribuzione.
In questi giorni ho riaffermato in Consiglio Comunale e sulla stampa il mio fermo no al nuovo polo commerciale nell'area ex Sio (un brico imponente di ben 7.000 mq), ribadendo una posizione espressa un anno fa, durante l'avvio della campagna elettorale per le amministrative spezzine.
Sempre in questi giorni ho sottolineato che dodici mesi fa analoga posizione contro il previsto insediamento di Coop Liguria all'ex- Sio era stata assunta anche da Peracchini che, alla facile ricerca del consenso, si disse pronto a bloccare tutto!".


"Ora il Sindaco, la Giunta di centro destra ed i partiti che la sostengono hanno cambiato idea e sono pronti ad avallare il progetto del megabrico.
Per giustificare il loro dietrofront usano diverse scorciatoie.
Alcuni lacchè del primo cittadino, non trovando motivazioni plausibili alla loro giravolta, hanno deciso di attaccare il sottoscritto con toni sgradevoli e considerazioni di bassa lega, accusandomi di essere colui che ha voluto il centro commerciale dell'area ex-Ip e che quindi oggi non posso dirmi contrario alle nuove strutture commerciali".


"A costoro non vale la pena ricordare che il Piano d'Area Ip fu approvato ai primi anni '90 quando i terreni della ex raffineria furono ceduti da Ip prima a Coop Liguria (sempre lei, quella oggi del brico fortemente voluto dalla destra spezzina che governa il Comune) e poi a Grifil ed infine ad Helios. Il progetto legato alla riconversione di un sito fortemente inquinato e di una zona strategica per il futuro urbanistico della nostra città fu approvato dai Consigli Comunali da metà anni '90 in poi e sostenuto da pressoché tutte le forze sociali e sindacali del territorio, con la parziale eccezione di alcune rappresentanze del commercio.
In questo contesto qual'e' stato il mio ruolo? Dopo alcuni anni di vita professionale fuori città, sono tornato a vivere alla Spezia nel 1995, quando le decisioni sul futuro dell'ex area Ip erano già state prese. Ho preso le redini della storica azienda commerciale di famiglia, lavorando per rafforzare la rete dei negozi cittadini (con la creazione dei primi CIV) e parallelamente operando ,come Assessore indipendente, nell'ultima fase della Giunta Rosaia e per un mandato e mezzo con il Sindaco Pagano: anni intensi, faticosi ma anche gratificanti per aver portato avanti un progetto di rilancio della Spezia, dopo la grave crisi economica ed industriale attraversato dalla nostra città a partire dagli anni '80.
Si, per alcuni anni ho fatto il commerciante e nel contempo l'amministratore pubblico: e l'ho fatto con spirito di servizio, senza partiti alle spalle e solo con l'obiettivo di dare il mio contributo alla mia città.
Potevo bloccare il progetto del Centro dell'area Ip, sostenuto peraltro da tutti? Avevo tutto questo potere?
Non credo davvero...".


"Terminata lo il mio incarico in Comune, da rappresentante del commercio storico spezzino ho però continuato ad investire sulle mie attività ed a lavorare per difendere i negozi tradizionali da altre operazioni come il famigerato Outlet di Brugnato, un progetto immobiliare spuntato nel 2010 come un fungo e, a differenza delle Terrazze, non previsto dalla normativa regionale e pertanto palesemente illegittimo.
Ricordo in quella vicenda di non aver avuto timore a contestare apertamente amministratori regionali di centro sinistra come Burlando e gli spezzini Guccinelli e Paita , oltre che quel Sindaco di Brugnato - Galante - le cui recenti vicende giudiziarie testimoniano una gestione della cosa pubblica non propriamente cristallina.
Non ricordo nella battaglia contro l'Outlet, che mio malgrado mi ha visto protagonista insieme ad alcuni coraggiosi colleghi commercianti, nessuno dei miei attuali detrattori della destra spezzina, a partire da quel Peracchini che invece all'epoca era uno degli sponsor sindacali del progetto.
E tornando al progetto del mega brico dell'ex Sio, non ho alcun timore a dire che la previsione urbanistica del 2003 va oggi modificata senza se e senza ma. E bisogna avere coraggio, coerenza e senso di responsabilità, senza cercare ridicoli alibi o infingimenti come invece stanno provando a fare Peracchini ed i suoi mediocri sodali!".

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