Palmaria, l'appello degli ambientalisti: "Non firmate il protocollo d'intesa" In evidenza

Le associazioni ambientaliste chiedono alle istituzioni di fare retromarcia.

Martedì, 18 Febbraio 2020 09:18

"Giovedì 20 febbraio a Portovenere si compierà l’atto finale del protocollo d’intesa tra istituzioni ed enti relativamente al passaggio di numerosi beni allocati nell’isola Palmaria, dalla Marina Militare al Comune di Portovenere.

È un’intesa che abbiamo già criticato più volte, nei contenuti sin qui conosciuti, e dobbiamo continuare a farlo perché rappresenta il primo e vero mattone su cui si innesterà il Masterplan dell’isola Palmaria, in discussione in questo ultimo periodo e che, dopo la firma di giovedì 20, potrà dispiegare purtroppo tutte le sue potenzialità negative che già si intravedono.

Nel merito di quello che prevede il protocollo, non si può non notare la sproporzione tra quello che sembra, in un primo momento, essere ceduto al Comune e la realtà.

La legge nazionale (D.lgs 85/2010, sul federalismo fiscale) parla in casi come questi di “cessione a titolo non oneroso” e qui c’è un primo enorme problema. La cessione, a quanto conosciuto, sembrerebbe essere invece di un qualche onere per il Comune di Portovenere, in quanto comporterà un impegno per il Comune di realizzare interventi a favore della Marina Militare da un minino di 240.000 euro a un massimo di 2,6 milioni di euro potenziali.

In secondo luogo si esenta da questo accordo una delle località più interessanti dell’isola che rimarrebbe ancora ad appannaggio della Marina Militare: il Terrizzo.

Se poi si aggiunge che questa firma provocherà immediatamente il dispiegarsi delle previsioni del Masterplan della Palmaria, con i suoi tratti di privatizzazione e di pericoli per il territorio e l’ambiente (cremagliere, nuovi pontili, abbattimento di zone boscate per fa posto a una improbabile agricoltura) c’è n’è abbastanza per fare appello alle istituzioni coinvolte a non firmare il protocollo di intesa e di ritirarlo, per realizzare un nuovo testo confacente ai dettami di legge e che apra ad un vero confronto su cosa si vuol fare dell’isola.

Ci giungono voci di perplessità che sarebbero intervenute in alcune delle istituzioni che andranno a firmare l’atto, ma che prevalga la rassegnazione che arrivati a questo punto la firma non possa essere rinviata o non apposta.

Ecco, non è vero. Non è mai tardi per un ripensamento su un atto che rischia di produrre più danni di quello che si pensa.

Quindi la nostra richiesta è questa: non firmate e ci si impegni a realizzare una nuova ipotesi di intesa, molto più partecipata e aperta dell’attuale che sia realmente a favore del territorio".

Roberto Cuneo, Presidente Italia Nostra Liguria
Santo Grammatico, Presidente Legambiente Liguria
Paolo Canepa LIPU La Spezia
Marco Piombo, Delegato ligure WWF
Daniele Granara Vas Liguria

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