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Elettrificazione delle banchine? Costa troppo, meglio il metano In evidenza

di Gianluca Solinas – Di elettrificazione delle banchine del porto spezzino si parla da anni ma forse è meglio guardare cosa succede in Europa.


Se si fa riferimento alla normativa, la direttiva del Parlamento Europeo, 94/2014, al punto 5 dell'articolo 4, riguardante la fornitura di elettricità per il trasporto, parla praticamente di superamento dovuto alla sproporzionalità dei costi. Le indicazioni fornite per il superamento dell’inquinamento dovuto ai generatori delle navi all’ormeggio e delle navi in transito sono quelle che guardano al futuro ma anche al presente.

Le soluzioni raccomandate dall’Europa e che già sono attive nei porti nel Nord Europa con qualche caso anche in Italia (Venezia ad esempio su certi ambiti), propongono al posto dell’elettrificazione l’uso di carburanti meno impattanti (ad esempio il metano) per evitare che fluoro e PM possano,come avviene oggi, aumentare l’inquinamento dell’aria nelle nostre città portuali.
Pensare di sfruttare l’impianto di Panigaglia è difficile, vuoi per la posizione del rigassificatore che si trova dalla parte opposta del golfo rispetto al porto e considerando anche la pericolosità relativa allo spostamento ed allo stoccaggio di gas metano liquido.

Meglio pensare invece ad una produzione di bio-metano in loco, tramite un biodigestore apposito correlato allo smaltimento dei rifiuti: quindi sfruttando un ciclo virtuoso secondo le economie di scala, in grado di coniugare lo smaltimento del rifiuto organico cittadino e dei comuni limitrofi , si potrebbe produrre bio-metano da fornire “ a filiera corta” e quindi si potrebbero alimentare nelle navi in sosta i motori e/o i generatori che devono essere tenuti accesi per consentire lo svolgimento di attività lavorative e la sicurezza attiva . Quindi non solo le grandi navi da crociera (MSC sta iniziando a convertire i motori a gas a quanto risulta) ma tutto il naviglio in transito nel porto potrebbe utilizzare GPL o bio-metano consentendo di ridurre di molto le problematiche riguardanti l’inquinamento eliminando il particolato.

Se i porti del nord Europa passano al gas, se Venezia mette come condizione alle navi (crociere in primis) che vogliono navigare in laguna, l’uso obbligatorio di combustibili a basso impatto ambientale, se addirittura l’Europa tramite la direttiva citata all’inizio indica nel gas il futuro ed il presente necessari, c’è da chiedersi come mai alla Spezia si continui a parlare di elettrificazione delle banchine e a non fare nulla a fronte di un inquinamento che nei fatti è presente su tutta la fascia costiera del levante spezzino.

Basta passare per viale San Bartolomeo nei giorni in cui sono presenti una o più navi da crociera per rendersi conto di quanto il problema sia grave.

Senza tenere conto di tutte le altre navi in transito.
Cosi come non si riesce ad avere uno studio sulla qualità dell’aria che riesca a scorporare l’inquinamento da autotrazione da quello derivante dalle emissioni delle navi, si dovrebbero anche avere informazioni accessibili sulla la qualità dei carburanti usati dalle navi sottoposte a controlli da parte dell’Autorità Portuale e dalla Capitaneria di Porto.

Resta il fatto che per ora continuiamo a respirare aria a dir poco schifosa e a parte i proclami in campagna elettorale di risposte adeguate nemmeno l’ombra e le navi non attraccate in banchina dovrebbero comunque utilizzare combustibili ecocompatibili.

Quindi non è solo il dragaggio (per il quale attendiamo a giorni decisioni in merito alle inchieste della Procura ) ed il problema irrisolto relativo ai fondali del Golfo (Qui), ma anche e soprattutto il tema della qualità dell’aria che non dovrebbe essere più sottovalutato.

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