"Tradimenti" di Pinter al Parentucelli con gli Evasi

Sabato 12 aprile alle ore 21:30, la Compagnia degli Evasi torna in scena con "Tradimenti" di Harold Pinter, presso la Sala teatro del Liceo Parentucelli di Sarzana (SP).

Giovedì, 10 Aprile 2014 09:57
La serata di 'NIN Nuove Interpretazioni', rassegna di teatro diretta da Giovanni Berretta, è dedicata al sodalizio stretto con la Compagnia degli evasi e il loro festival 'Teatrika' , due rassegne teatrali nazionali tra le più seguite del territorio. Con la regia di Marco Balma, gli evasi affrontano per la prima volta un testo del grande drammaturgo londinese, premio Nobel nel 2005, scomparso nel 2008. «Siamo al 34° spettacolo messo in scena in undici anni di attività, dice Balma, ed un lavoro su Pinter ci sembrava doveroso. Pinter non è autore facile, la semplicità dei suoi dialoghi sconcerta, spiazza, la frase spezzata annichilisce e soprattutto il suo modo, unico, di usare le pause, sorprende. In 'Tradimenti', opera del 1977, qui traslata di 20 anni, l'autore inglese affronta in maniera assolutamente unica il tema del tradimento, con il suo solito stile basato su una disarmante essenzialità». In scena lo stesso Balma (Robert), Bruno Liborio (Jerry), ed Elena Mele (Emma) si muovono con delicatezza attraverso la complessità dei loro rapporti, creando un'atmosfera che veleggia tra realtà ed irrealtà, grazie anche all'artificio drammaturgico ideato da Pinter: le vicende scorrono all'indietro: l'inizio della commedia è la fine della storia, l'inizio della storia è la fine della commedia. Le canzoni dei Beatles, eseguite dal vivo dagli attori, fanno da corona ad una messa in scena sobria ed elegante grazie all'atmosfera creata dalle scenografie dipinte da Lucia Carrieri. «Lo stile di Pinter, commenta Balma, è asciutto, scabro, le sue parole sono schegge piantate nelle nostre certezze e come tali possono apparire fastidiose. Per rimuoverle però basta poco. Accettarle per quello che sono, non attribuir loro significati reconditi, non elucubrare su sottotesti inesistenti, limitarsi a vedere ed ascoltare solo ciò che si può vedere ed ascoltare. Limitarsi ai fatti. Pochi fatti. A Pinter piace stupire, ma senza effetti speciali. Il suo genio sta nel ridurre a normalità situazioni che parrebbero intricate, pane per i denti di psicologi e sociologi. Per quanto la nostra esistenza possa essere difficile, usa all'errore ed alle complicazioni, ha sempre un lato ironico, di più, assurdo, e Pinter lo scova e ce lo mostra, tanto che il suo teatro, seppur così diverso nella forma, è stato perfino accostato a quello di Beckett o Ionesco». Le luci sono curate da Nicoletta Croxatto e la direzione tecnica è affidata a Luigi Gino Spisto. Biglietti: Gratuito per gli studenti delle superiori. Intero 10 €, ridotto 8 € (arci, sotto i 21 anni e sopra i 65). Se entri a nin vestito con qualcosa di viola entri a prezzo ridotto!

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