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Enel pronta a liquidare i due gruppi a gas della Montale? Insorge SpeziaViaDalCarbone In evidenza

Tra i 23 impianti italiani che Enel intende sacrificare sull'altare del rinnovamento, della sostenibilità e dell'efficienza energetica ci sono anche i due gruppi a gas della centrale Eugenio Montale della Spezia.

Lo denuncia il comitato SpeziaViaDalCarbone. "La restante parte di centrale invece - prosegue il comitato - è tra quelle che "non sono in discussione". Si chiama Futur-e (link) ed è il "Manifesto esplicativo e rappresentativo della visione e del piano energetico di Enel per il Paese". Vi si legge del contributo di Enel"al rinnovamento del mercato dell'energia" per "un sistema energetico fondato sull'innovazione e sulla sostenibilità ambientale, per dare all'Italia un'energia nuova".

 

"Quale efficienza e quale sostenibilità – dice la portavoce del Comitato SpeziaViaDalCarbone Daniela Patrucco – se la stessa Enel dichiara per il gruppo a carbone della Spezia un rendimento effettivo del 33,13% (massimo 39%) contro un rendimento massimo del 54% di quelli a gas? I due gruppi a gas non sono mai entrati in funzione nell'ultimo anno e hanno operato solo dal 2002 - quando contribuivano al 55% della produzione di energia dellacentrale della Spezia - e fino al 2010 - quando il loro contributo era sceso al 16%.

E' successo così che tra il 2002 e il 2013 alla Spezia il contributo di Enel in termini di emissioni di CO2 è aumentato di circa il 70%. Secondo i dati pubblicati nei registri EPRTR con dati Enel, nel 2002 le emissioni di CO2 della centrale ammontavano a "soli" 582 g/kWh (4.251.244 Mg/a di CO2 x 7,3 miliardi di kWh prodotti) che nel 2013 sono diventati 993 (3.000.000 Mg/a di CO2 x 3,02 miliardi di kWh prodotti). Ed è successo così che – come certificato dal rapporto ambiente urbano di Ispra pubblicato lo scorso Dicembre - dal 2000 al 2013 l'inquinamento in città è raddoppiato.

Se, come si dice da qualche tempo, il gruppo a carbone sarà dismesso alla scadenza dell'AIA (2021) o prima (2019) è molto probabile che il sito sia riconvertito alla produzione di energia rinnovabile. "Ma poiché alla Spezia le cose funzionano sempre al contrario – continua Patrucco –tutto fa ritenere che rinnovabile alla Spezia equivalga a biomasse, cioè rifiuti. Su questo sarebbeutile un chiarimento e un intervento da parte della classe dirigente che per una volta dovrebbe farsi parte attiva del cambiamento anziché delegare ai ministeri e al governo centrale o alla stessa Enel, come accaduto in occasione del rilascio dell'AIA."

In tema di cambiamenti climatici, recentemente l'amministratore di Enel Starace ha dichiarato che "Il Gruppo Enel ha già ridotto le emissioni specifiche di CO2 di oltre il 36% rispetto al 1990. Nel periodo 2007 – 2013 la riduzione è stata del 15%, raggiungendo così in largo anticipo l'obiettivo che era stato prefissato per il 2020 di 395 g/KWh". Per la centrale della Spezia i dati 2002-2013 della stessa Enel dicono altro. E tutto questo è successo perché dalla loro costruzione nel 2002 i gruppi a metano hanno progressivamente smesso di funzionare. E ora li chiudiamo.

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